San Siro, Milano imiti New York: rifarlo nuovo, ma identico a prima


Discutere fra nostalgici e modernisti, come sta succedendo con troppa emotivit da quando il caso San Siro esploso, non fa bene a nessuno. Meglio chiedersi invece se per il futuro dello stadio di Milano esista una terza via che unisca i due punti di vista. La risposta s. Quale? Demolirlo come sembra richiedano la modernit e il portafoglio, ma ricostruirlo uguale a com’era prima della ristrutturazione del 1990, mantenendone la filosofia originaria e riproponendo quella struttura architettonica che per molti rappresenta addirittura l’archetipo dell’idea di stadio per il calcio. L’operazione permetterebbe di adeguarlo alle necessit di business di Inter e Milan, migliorerebbe l’esperienza dei tifosi e eviterebbe di cadere nel trappolone di molti stadi moderni, stupendi, certo, ma impersonali, e talvolta con pesanti carenze in termini di calore, visibilit e personalit. Un esempio illustre dimostra che l’impresa possibile.

La lezione di NYC

Nel 2009 i New York Yankees hanno abbandonato il vecchio Yankee Stadium costruito nel 1923 (e rinnovato tra il 1974 e il 1975) e si sono trasferiti in quello nuovo, eretto praticamente uguale sul parcheggio del precedente. La facciata del nuovo evoca quella originaria degli anni Venti e basta osservare le foto aeree con i due impianti affiancati prima della distruzione del vecchio per capire il senso della storica operazione. Le vere differenze – enormi — stanno all’interno. Capienza leggermente ridotta a 52mila posti (da 56mila, ma erano stati anche 70mila), pi spazio per le sedute e per le gambe, pi suite e posti di lusso, un’area intrattenimento (negozi, ristoranti, eccetera) pi grande del 63% rispetto al vecchio, un tabellone pi grande, un bagno ogni 60 tifosi (contro uno ogni 89), 16 ascensori (contro 3), e cos via. In generale, il nuovo Yankee Stadium ha moltiplicato le chance di business e ha regalato una migliore vivibilit dell’esperienza stadio, conservando per i tratti estetici ed emotivi del vecchio. Senza contare che restato alla stessa fermata del metro. E almeno su questo a Milano si pu stare tranquilli, visto che si continuerebbe a usare quella della linea 5 inaugurata appena nel 2015.

Due anelli e rampe iconiche

San Siro, Milano imiti New York:

L’operazione a New York stata possibile anche per l’abilit degli americani nel saldare in scioltezza la cura della tradizione sportiva e la febbre acuta per il denaro. Ma siamo certi che una sintesi simile non sia praticabile anche a Milano? Pensiamo a un nuovo San Siro con le antiche, iconiche rampe che lo avvolgono e scandiscono i volumi in chiaroscuro (uno degli elementi di unicit riconosciuto nel mondo); i due anelli originari (che oggi hanno 60.473 posti, pi o meno la capienza desiderata da Inter e Milan); ovviamente una copertura, che all’epoca non c’era e oggi imprescindibile; soprattutto, la stessa relazione campo/tribune: pochi stadi al mondo incombono sul prato con la verticalit, il calore e la possibilit di vedere bene (quasi) da ogni posto che ha San Siro. Riempite questo involucro di tutto il necessario per produrre guadagno — anche, perch no?, con il famoso namingin ossequio allo sponsor, negare il quale s passatismo inutile — e si realizzerebbe l’impresa, forse la magia, di ricreare addirittura la migliore versione di San Siro perdutasi all’epoca di Italia 90 con la costruzione del terzo anello oggi obsoleto, oltre che vergognoso: avete mai visto i suoi bagni, insufficienti per numero, funzionalit e igiene? Meglio per voi.

Pensiero diverso

Ovviamente, questa soluzione non piacerebbe a tutti, ma anche a New York tanti nostalgici a fondo perduto storcono ancora il naso davanti al nuovo Yankee Stadium. Si ricrederebbero in fretta se vedessero, per esempio, l’operazione compiuta dall’Arsenal a Londra con il passaggio da Highbury all’Emirates, uno dei moderni impianti bellissimi ma asettici. Con un po’ di sforzo di pensiero, volendo, si poteva conservare lo spirito e l’estetica del vecchio impianto (senz’altro sorpassato, su questo non ci piove). E anche qui ci vengono in soccorso gli Stati Uniti, con i loro ballpark nuovi e business oriented costruiti per con i principi architettonici d’antn e local, fra mattoni, acciaio, archeologia industriale, recupero di zone dismesse (a Houston un’ex stazione ferroviaria) e, dove possibile, la collocazione urbana che a loro piace tanto e a noi, chiss perch, no.

Come la Cinquecento

San Siro, Milano imiti New York:

In fondo, un sentiero gi percorso in altri campi. Basti pensare al successo ottenuto nel mondo dalla Cinquecento quando si deciso di proporla con le sue linee antiche: la gente ha apprezzato l’impasto vincente di forza iconica vintage e tecnologia moderna. Ora Milano, all’avanguardia nella ridefinizione della propria struttura urbanistica (e dunque economica), proprio la citt giusta per provare questa via: non scimmiottare il solito stadio pensato da altri in altri contesti (non ci serve l’ennesima Allianz Arena, per capirci), ma riproporre potente la propria identit culturale. Per la skyline cittadina, con una visione straordinaria, si scelto di ospitare il meglio dell’architettura e della progettazione mondiale per internazionalizzarsi: i risultati sono stati eccezionali. Per San Siro si potrebbe scegliere una direzione simile e opposta: mantenere la milanesit dell’impianto ricostruendolo come fosse un restauro.

Consultazione popolare

Fermo restando che un’operazione tanto radicale dovrebbe comunque coinvolgere la cittadinanza com’ accaduto con le consultazioni sulla riapertura dei Navigli, l’occasione storica. Se al mitico stadio del Liverpool, appena ristrutturato, un cartello dice con fierezza This is Anfield, Milano ha la chance di potere continuare a dire per sempre al mondo This is San Siro. Il prodotto di un’idea unica o, se preferite, una bella copia autorizzata di se stesso. Non una copia fra tante di modelli scopiazzati altrove.

28 marzo 2019 (modifica il 28 marzo 2019 | 09:57)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/sport.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *