Salvini dopo Inter-Napoli: «Chiudere gli stadi è un errore». Gentiloni: «Ha omaggiato gli ultrà dieci giorni fa»


Il tema stadi lascia i confini dello sport per oltrepassare quello dell’ordine pubblico e quindi anche della politica. La decisione del giudice sportivodi chiudere San Siro per l’Inter per due giornate e di far disputare una terza partita senza curva Nord non convince affatto il ministro dell’Interno Matteo Salvini. «Chiudere gli stadi e vietare le trasferte condanna i tifosi veri, che vanno distinti dai delinquenti, ed è la risposta sbagliata». E poi annuncia che i primi giorni del prossimo anno, insieme al sottosegretario Giorgetti «convocheremo al ministero dell’Interno le società sportive, le tifoserie – e gli arbitri per ragionare tutti insieme su come portare pulizia, tranquillità e sorriso nei campi di calcio». Intanto, però, il Gos, il Gruppo operativo per la sicurezza che raggruppa le forze dell’ordine, ha disposto che per Empoli-Inter in programma sabato la vendita dei biglietti sia limitata solo ai residenti in Toscana.

Incalzato sugli incidenti di Inter-Napolie sui cori razzisticontro Koulibaly il vice premier ha risposto: «Certe partite non si giocheranno più in notturna, quelle più a rischio si devono giocare alla luce del sole e con elicotteri che possano controllare i delinquenti». Ma la posizione del numero uno del Viminale scatena diverse reazioni proprio a livello politico. Duro il commento dell’ex premier Paolo Gentiloni: «Ora tutti a condannare le bande di #ultras. I loro cori razzisti, le aggressioni, la violenza contro le forze dell’ordine. Bene. Peccato che il ministro dell’Interno era andato a omaggiarli, questi #ultras, appena dieci giorni fa».

Per Laura Boldrini, «gli interessi commerciali non possono avere la meglio su tutto, e in particolare sulla sicurezza dei cittadini e sul loro diritto ad assistere a un evento sportivo sicuro e pacifico. Per troppo tempo si è preferito girarsi dall’altra mentre continuavano a ripetersi episodi violenti. Non bastano più le espressioni di cordoglio per la morte, l’ennesima, di un tifoso fuori dallo stadio». Secondo l’ex presidente della Camera, «non basta più l’indignazione momentanea per i cori razzisti. Il campionato deve fermarsi, fino a quando le società e le forze dell’ordine non avranno individuato, allontanato e sanzionato i gruppi razzisti e violenti».

Critico anche il deputato del Pd Michele Anzaldi: «Davanti all’intenzione annunciata dal ministro dell’interno Salvini di voler trattare con i capi ultras, chiedo un suo autorevole intervento innanzitutto a difesa di quegli uomini e di quelle donne delle forze dell’ordine che tutte le giornate di campionato, coppa e manifestazioni varie sono impegnati a garantire la sicurezza negli stadi italiani». Lo scrive Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

28 dicembre 2018 (modifica il 28 dicembre 2018 | 16:04)

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