Salvataggio Carige, il governo decide una garanzia statale fino a 3 miliardi


Lo Stato scende in campo per salvare Carige: il Tesoro garantisce fino a tre miliardi di nuove obbligazioni che la banca ligure emetter nelle prossime settimane e si impegna a sottoscrivere fino a 1 miliardo di nuove azioni in caso l’istituto dovesse ricorrere all’aiuto di Stato con la ricapitalizzazione precauzionale, secondo lo schema gi usato per Mps e tentato — ma non riuscito — per le banche venete. La dotazione finanziaria c’ gi: 1,3 miliardi di euro per il 2019 gi stanziati e messi a disposizione dal Tesoro.

Lo stesso decreto ricalca anche dal punto di vista testuale il decreto Gentiloni emesso per gestire le precedenti crisi bancarie. Ma c’ di pi: la bozza di testo del decreto di luned 7 gennaio, circolata ieri, portava in intestazione la data * novembre 2018, segno che il governo aveva gi predisposto uno strumento d’urgenza. A novembre l’istituto non era riuscito a vendere sul mercato un bond subordinato e per questo si reso necessario l’intervento del sistema bancario con 320 milioni versati in Carige dallo Schema Volontario del Fondo Interbancario. Proprio in quei giorni il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti, aveva aperto agli interventi pubblici: Lo Stato deve perci ricapitalizzare le banche che ne hanno bisogno, salvo uscire quando si sono risanate, aveva dichiarato nell’ultimo libro di Bruno Vespa a proposito dei rischi dell’alto spread per le banche.

Rispetto alla bozza, il testo pubblicato ieri sera in Gazzetta Ufficiale riduce lo stanziamento da 2 a 1,3 miliardi per il 2019. La garanzia varr anche sui finanziamenti erogati in emergenza dalla Banca d’Italia per fronteggiare gravi crisi di liquidit. Tutta la procedura necessita dell’ok della Commissione Europea, per evitare accuse di aiuti di Stato. Per questo servir un piano di ristrutturazione. Piano al quale la banca lavora comunque gi da settimane, come da impegni con la Vigilanza.

Carige non ha problemi immediati di capitale ma le richieste della Bce per il 2019 (il cosiddetto esame Srep che arriver nei prossimi giorni) potrebbero determinare un ammanco di patrimonio. Gli amministratori temporanei nominati dalla Bce, Pietro Modiano, Fabio Innocenzi (gli ex vertici) e Raffaele Lener stanno accelerando su punto cruciale: la cessione di almeno 1,5 miliardi di crediti deteriorati (npl), su un totale di 2,8 miliardi lordi, cos da far scendere Carige a una quota di deteriorati sotto il 10%. I troppi npl, dicono in banca, rendono attualmente la banca appestata. anche per questo che l’aggregazione ancora lontana, anche se il dossier in mano a circa una decina di banche, tra le quali Unicredit, Ubi, Bper, Credit Agricole.

Carige aveva gi avviato contatti preliminari con la Sga, la bad bank del Tesoro. Ma secondo fonti sul dossier, si proceder a una gara, a un beauty contest, per venderli al migliore offerente ed evitare critiche di svendita di crediti garantiti da immobili: il timore del primo socio Malacalza Investimenti, che astenendosi in assemblea il 22 dicembre ha fatto saltare l’aumento di capitale da 400 milioni. Il pressing di Bce punta per a un alleggerimento rapido dai crediti a rischio.

Intanto ieri mattina i vertici di Carige hanno incontrato i sindacati dei bancari: Abbiamo chiesto garanzie che non siano toccati i lavoratori, ha dichiarato Lando Sileoni, leader della Fabi, che ha giudicato positivo l’intervento del governo. Ci hanno detto che la banca dovr cambiare modello organizzativo. Quindi per i prossimi mesi non prevediamo tagli.

8 gennaio 2019 (modifica il 8 gennaio 2019 | 23:16)

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