Salvabanche, il governo pensa di usare 15 miliardi lasciati da Gentiloni


Sarebbe una nemesi, ma tant’. Usare i soldi del fondo salva-banche istituito dal precedente governo per ricapitalizzare gli istituti di credito in difficolt per l’aumento dello spread sui titoli di Stato che peggiora inevitabilmente la qualit dei loro attivi e i coefficienti patrimoniali. Rileva il quotidiano La Stampa che il governo legastellato ha in mente di usare i 15 miliardi lasciati in eredit dal governo Gentiloni del tanto vituperato/osteggiato dal Movimento 5 Stelle decreto salva-banche come cuscinetto per prevenire situazioni di crisi negli istituti in difficolt. Significherebbe alzare ancora il debito pubblico (si tratta di soldi ancora non entrati nella contabilit del rapporto deficit/Pil e quindi rischierebbero di alzare ulteriormente la previsione del 2,4% inserita nella nota di aggiornamento al Def dall’attuale esecutivo complicando il negoziato con la Commissione Ue).

Attualmente di quei 20 miliardi messi a disposizione dall’allora ministro Pier Carlo Padoan come riserva per le banche in difficolt ne sono stati usati solo cinque per Montepaschi che quindi non potrebbe attingerne ulteriormente. Molto dipender dai risultati degli stress test che le nostre banche dovranno sostenere il prossimo 2 novembre. Molti esiti non saranno pubblici, al netto di quelli di Unicredit, Intesa Sanpaolo ed Ubi. Al momento le situazioni pi critiche riguardano Banca Carige e la Popolare di Bari. L’aumento della forbice di rendimento sui titoli di Stato italiani rispetto ai loro omologhi tedeschi potrebbe comportare la necessit di reperire grandi capitali sul mercato, con il rischio concreto di scalate ostili da parte degli investitori esteri. Recentemente il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha ricordato come lo spread a oltre 300 punti base, come attualmente, non sostenibile a lungo per il nostro sistema bancario, che ogni mese contribuisce comunque al rinnovamento del nostro debito pubblico comprando titoli a breve, media e lunga scadenza emessi dal Tesoro.

26 ottobre 2018 (modifica il 26 ottobre 2018 | 09:55)

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