Salini, l’arbitrato per Panama costa 217 milioni e penalizza il titolo


Un assegno da 217 milioni di dollari da dover saldare immediatamente con le proprie disponibilit di cassa. Una tegola per Salini-Impregilo in un momento decisivo anche per la partita Astaldi, il secondo general contractor in Italia finito in concordato per il quale la societ ha presentato una manifestazione di interesse. La decisione arriva dal lodo arbitrale di Miami che ha ritenuto di non accogliere la richiesta del consorzio Grupo Unidos (di cui la societ italiana ha il 48% ed partecipato anche dalla spagnola Sacyr) che chiedeva di poter posticipare la restituzione di anticipi contrattuali per complessivi 836 milioni al committente, cio l’authority di Panama. Il contenzioso pi ampio e coinvolge i due soggetti per un valore di 5,2 miliardi il cui esito di difficile previsione. La disputa nata in seguito all’ipotesi che i costi di costruzione per il raddoppio del canale che permette alle grandi navi cargo il passaggio tra l’Oceano Atlantico e il Pacifico siano stati gonfiati per la realizzazione di una terza serie di chiuse completata due anni fa. Lo scorso anno il Tribunale aveva gi respinto una richiesta del consorzio di costruzione di coprire il superamento dei costi con 192,8 milioni di dollari aggiuntivi.

La questione in punta di diritto, perch i soci del consorzio lamentano il fatto che il capitolato e il relativo bando di gara non siano stati scritti tenendo in considerazione la vera situazione orografica del terreno e siano state taciute opere di ingegneria civile necessarie che ovviamente comportano degli extra-costi. Il titolo di Salini-Impregilo ha archiviato una pesantissima seduta a Piazza Affari in cui ha perso il 19,79% lasciando sul terreno quasi un quinto della sua capitalizzazione di Borsa. Nello stesso giorno Salini Impregilo ha comunicato la cessione da parte della sua controllata Usa Lane, annunciata ad agosto, di una serie di impianti per la produzione di asfalto per 555 milioni ad Eurovia, riconducibile ai francesi di Vinci. Soldi necessari per un gruppo da oltre 7 miliardi di ricavi e uno di debiti.

In Italia c’ da accogliere il via libera da parte del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, al proseguimento dei lavori per il Terzo Valico, l’alta velocit ferroviaria per collegare Genova e Milano in cui Salini-Impregilo azionista rilevante del consorzio Cociv con Condotte ora in amministrazione straordinaria e gestita dai commissari nominati dal ministero dello Sviluppo. Il costo dell’opera a finire supererebbe i benefici per 1 miliardo e 576 milioni, ma il totale dei costi del recesso ammonterebbe a circa 1,2 miliardi di soldi pubblici, ha spiegato Toninelli. Un ok che ha il sapore di essere forzato, ma che segnala il primo via libera del governo ad una grande opera che costa 6,2 miliardi, completata al 40% e gi quasi interamente finanziata dopo l’ok al quinto lotto.

Astaldi invece ha fatto richiesta di proroga per altri due mesi al tribunale di Roma prima di presentare un piano di rientro dei crediti. Richiesta che dovrebbe essere accolta entro la fine dell’anno. La societ ha bisogno di 200 milioni di euro per esigenze di cassa immediata. Circa 70 verrebbero erogati entro Natale, 130 all’inizio del 2019. Sarebbero due i soggetti interessati ad erogarlo: i fondi Fortress e Sound Point Capital. Ma a condizioni onerose: un tasso del 15%. E non senza garanzie su alcuni asset aziendali.

13 dicembre 2018 (modifica il 13 dicembre 2018 | 21:26)

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