Sala sull’aereo scomparso: Nantes e Cardiff ora litigano sui soldi


C’è, dietro la drammatica vicenda di Emiliano Sala, il calciatore argentino di 28 anni precipitato nel canale della Manica, un retroscena ancora più triste: il braccio di ferro fra i due club della sua vita, il Nantes che lo ha ceduto e il Cardiff che lo aveva acquistato. Che il calcio sia spietato, perché sempre più business e sempre meno passione, è chiaro a tutti. Ma che si potesse arrivare a discutere di quattrini quando le ricerche sono appena state interrotte è davvero indecente. Sta succedendo a bassa voce, ma sta succedendo. Nasce tutto da un questione giuridica: il Cardiff di Premier deve pagare o meno i 17 milioni di euro (più 2 di bonus) pattuiti con i francesi del Nantes per l’acquisto dell’attaccante argentino? In sostanza: il trasferimento è valido o meno? E gli indennizzi a chi spettano?

Differenze di vedute

I due club hanno già iniziato a sostenere le rispettive ragioni. Waldemar Kita, il presidente del Nantes di Ligue1, ha cercato di tutelarsi dichiarando che non sapeva nemmeno che il ragazzo fosse tornato in Francia per salutare gli ormai ex compagni: «E comunque non è più un nostro giocatore». Il Cardiff di Premier League invece ovviamente non vuole pagare. Il presidente del club gallese, Mehmet Dalman, ai microfoni di Sky Sports ha rivelato un ulteriore particolare sulla vicenda: «Il Cardiff ha la responsabilità di accordarsi con i giocatori in caso di viaggi, ma Emiliano ha preferito fare diversamente, scegliendo un percorso più veloce. Il piano della società, infatti, prevedeva un viaggio in treno da Nantes a Parigi e poi da Parigi a Heathrow per il ritorno. Un itinerario considerato evidentemente troppo lungo da Sala, che avrebbe preferito organizzarsi per conto suo».

In ballo milioni

Le ricerche da ieri sono sospese. La polizia: «Le possibilità di trovarlo sono a zero». Romina, la sorella, però non ci sta «sento che è ancora vivo». Improbabile, anzi impossibile, è passato troppo tempo. Ora è il tempo delle parole. Delle responsabilità. E dei soldi. In ballo ci sono milioni. Alla fine i due club potrebbero accordarsi, trovare una soluzione. Anche per rispetto. Del giocatore e della sua famiglia. Sarebbe la soluzione senz’altro più logica. Perché da un punto di vista tecnico in realtà la questione è semplice. Se il contratto è stato depositato attraverso l’International Transfer Matching System (ITMS) e quindi omologato dalla Fifa, il Cardiff deve pagare, anche se il dramma non ha consentito al Cardiff di utilizzare il calciatore. Se i gallesi volessero contestare il tesseramento, dovrebbero rivolgersi alla commissione Fifa che si occupa di questo tipo di questioni. Intanto dovranno però versare anche le cosiddette indennità di formazione ai club che hanno cresciuto calcisticamente Sala, quindi circa altri 850mila euro. Discorso diverso per l’assicurazione, non tanto quella della compagnia aerea, quanto quella che ogni club è tenuto a sottoscrivere per ogni suo atleta. In ballo ci sono insomma milioni. Tanti, troppi. Tutto giusto, tutto drammaticamente inevitabile. Evitabilissimo, anzi inaccettabile, è semmai che i due club abbiano già iniziato a discuterne ora.

25 gennaio 2019 (modifica il 25 gennaio 2019 | 09:42)

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