Sakho: «Da piccolo, a Parigi, facevo la fame e dormivo in strada: ora rendo quello che posso in beneficenza»


«Quando ero piccolo la mia vita era molto diversa. So benissimo cosa significa avere freddo e non avere nulla da mangiare, ho dovuto dormire in strada e chiedere soldi o, a volte, rubare per riuscire a nutrirmi».

Mamadou Sakho, ex difensore di Paris Saint-Germain e Liverpool, oggi al Crystal Palace, ha raccontato alla Cnn la sua difficile infanzia a Parigi. Cresciuto nella Goutte d’Or (letteralmente Goccia d’oro), il quartiere multietnico vicino a Montmartre che oggi viene considerato «creativo», ma che 28 anni fa era una terra di arrivo e anche di povertà. Sakho Aveva solo 13 anni quando suo padre è morto, e viveva con tre fratelli e tre sorelle. «Ho avuto una vita abbastanza difficile ma questi momenti duri mi hanno aiutato a crescere e a essere l’uomo che sono oggi».

E Sakho non dimentica: «So cosa significa non mangiare o non dormire per giorni, il calcio mi ha aiutato a cambiare la mia vita e mi ha insegnato a restituire qualcosa, a partire da quando sono in campo, quando do tutto per i tifosi». Ma il calcio non è nemmeno l’ultimo orizzonte del difensore, che vuole «studiare, perché il calcio è un mondo chiuso e io vorrei aprirmi la mente».

Intanto, cerca di restituire alla vita il buono che sente di aver ricevuto, e non solo facendo esultare i tifosi. Ha lanciato un’associazione di volontariato che si chiama Amsak (Association Mamadou Sakho) appena diventato maggiorenne, con lo scopo di aiutare persone in Francia, Inghilterra e Africa: «Do quello che posso. Prima non avevo niente, davvero niente, e adesso mi va tutto bene, quindi cerco di rendere quello che posso. Se si ha del sale e questo serve a qualcuno, lo si dà. Se si ha denaro per poter costruire un villaggio, lo si dà».

17 ottobre 2018 (modifica il 17 ottobre 2018 | 12:12)

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