Rose e il calvario a lieto fine –


(ANSA) – ROMA, 1 NOV – Anni di sofferenza, tra infortuni e
terapie riabilitative, prima dell’urlo liberatorio. E le
lacrime. Derrick Rose è stato sommerso dall’abbraccio dei
compagni, al termine di un’esibizione da Oscar. Ha giocato la
miglior partita in Nba dei suoi ultimi sei anni. Lo confermano i
50 punti garantiti alla propria squadra, Minnesota Timberwolves,
34 dei quali realizzati nel secondo tempo, 15 nel quarto tempo.
Praticamente, un exploit contro i malcapitati Utah Jazz. Rose è
reduce da un calvario durato sei anni: nel 2012, quando giocava
a Chicago, nella sfida contro Philadelfia – già acciaccato, ma
tenuto ugualmente in cambio – Rose rimediò un gravissimo
infortunio al ginocchio che lo costrinse a scalare un Everest a
mani nude. “Ho fatto sforzi enormi per farmi trovare pronto, non
riesco bene a spiegarlo con le parole”, ha commentato, al
termine di una performance che rimarrà nella storia.


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