Romer: «Crescita amica del pianeta» E la sostenibilità vince il Nobel


Le citt ci rendono intelligenti. Sono il posto dove andare se vuoi imparare come funziona il mondo moderno. Penso ai miliardi di persone nei Paesi sottosviluppati: se le aiuti a muoversi nelle citt, e a connettersi, puoi veramente migliorare la qualit della loro vita e stimolare la crescita di quei Paesi. una delle idee su cui Paul Romer, 62 anni, sta lavorando con il suo Progetto di urbanizzazione alla Stern business school e al Marron institute of urban management della New York university, dove lo incontriamo, fresco vincitore del Nobel per l’Economia insieme al collega William Nordhaus. I due studiosi hanno sviluppato metodi che affrontano alcune delle sfide fondamentali e pi urgenti del nostro tempo: combinare la crescita sostenibile a lungo termine dell’economia globale con il benessere della popolazione, ha spiegato la Royal academy of Sciences di Stoccolma. stato premiato per la sua teoria sulla crescita endogena.

Oggi si parla molto di crescita sostenibile: che cosa significa per lei?
Credo che il termine sostenibile sia intenzionalmente vago, capace di suscitare una reazione emotiva. Ma dal punto di vista scientifico dovrebbe essere definito con maggior precisione. Pu significare una crescita senza conseguenze negative sull’ambiente o, anzi, con effetti positivi. Un economista-scienziato si dovrebbe chiedere allora che cosa succede se si cerca di crescere migliorando l’ambiente, ma non suo compito dettare il che fare.
A proposito di ambiente, lei sostiene che imporre una tassa sulle emissioni inquinanti pu incentivare la scoperta di alternative…
Dico che pu rendere pi facile trovare alternative, stimolando il processo di innovazione. Sembra costoso, ma potrebbe funzionare, come ha funzionato il sistema di incentivi finanziari (cap trade) avviato negli anni Novanta dal governo americano per ridurre le emissioni di anidride solforosa che causano le piogge acide: le aziende si sono adattate a un costo inferiore a quello temuto e l’ambiente migliorato.
Gli incentivi di Obama alle tecnologie verdi non hanno per ancora prodotto alternative convenienti.
C’ stata comunque una forte diminuzione dei costi dell’energia solare ed eolica. Il grosso problema oggi l’immagazzinamento delle fonti alternative, che molto costoso. Ma sono fiducioso che l’innovazione andr avanti e trover soluzioni.
C’ secondo lei un governo con un giusto approccio nell’incentivare l’innovazione tecnologica?
La mia preoccupazione un’altra: come essere sicuri che l’innovazione tecnologica porti benefici a tutti? Molti indizi indicano che l’attuale tendenza nell’uso della tecnologia non crea benefici estesi a tutti. Prendiamo il caso della privacy: anche questo termine confuso, come vaga la richiesta di ottenere il consenso per l’uso dei dati degli utenti. Io adotterei una regola semplice: un’azienda non pu usare i dati degli utenti se pochissimi di loro — diciamo meno del 5% — capiscono che cosa se ne fa. Questo impedirebbe alle aziende di fare cose di cui loro stesse sono imbarazzate e promuoverebbe pi trasparenza.
Se la crescita dipende dalla connessione di un numero sempre maggiore di persone, Facebook, Google e gli altri hanno avuto un ruolo positivo, oppure no? Ce l’hanno ancora?
Proviamo a essere precisi: che cosa significa connettere? Nelle citt ci che connette la gente sono i tubi, le strade, i marciapiedi. Sono le “condutture stupide” cio neutrali: le persone le usano a loro piacimento. I network vanno bene se non sono usati per manipolare.
Fanno bene le autorit europee a essere pi severe delle americane nel regolare Google e gli altri?
Bisogna dar loro credito di prendere pi sul serio il problema della privacy. Tuttavia lo fanno seguendo una strategia legale che non funziona.

 Insieme a Romer
Insieme a Romer stato premiato l’economista di Yale William Nordhaus, 77 anni, primo studioso a creare un modello quantitativo che descrive la connessione fra economia e clima, oggi utilizzato per valutare le conseguenze di interventi come la carbon tax. Lo stesso giorno dell’annuncio, l’Intergovernmental Panel on Climate Change ha invitato a limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi, per evitare catastrofi (qui: la conferenza stampa a Yale – Afp)

La Cina un buon esempio, lei ha spiegato, di come la crescita possa essere enormemente accelerata, nei Paesi in via di sviluppo, dalla creazione di grandi citt, come Shenzhen, con politiche che attirano investimenti esteri e popolazione. Che dire per della politica sulla propriet intellettuale, questione al centro delle dispute commerciali fra Washington e Pechino?
Nelle relazioni fra Paesi, bisogna vedere se stanno nello stesso gruppo e quindi se per loro valgono le simmetrie. Europa e Usa, ora, stanno nello stesso gruppo. La Cina? Da Paese in via di sviluppo, cresciuto e ora ha l’ambizione di diventare leader sulla frontiera della tecnologia. Ma ha aggiustato il suo sistema per essere adeguato a questa responsabilit? Bisognerebbe rispondere sulla base dei fatti — io non li conosco — non delle lamentele delle aziende.
In Europa viviamo un’emergenza legata all’immigrazione: lei propone la creazione di citt stato per accoglierli. Come funzionerebbero?
Il problema serissimo: il mondo rischia la distruzione di istituzioni costituite da secoli. La strategia di accogliere gli immigrati e assimilarli funziona con un basso flusso di immigrazione. Diverso quando il flusso cresce e gli immigrati sono milioni. Che cosa pu mai succedere se tentiamo qualcosa di diverso?.
Ovvero?
Immaginiamo di replicare il caso di Hong Kong: era un villaggio nell’Ottocento, quando la Gran Bretagna l’ha trasformata in una citt stato, con regole indipendenti dalla Cina, in grado di attirare investimenti e accomodare milioni di cinesi immigrati. Un Paese o un insieme di Paesi potrebbe provare la stessa cosa in Europa: gli immigrati sarebbero attirati dalle opportunit economiche, accettando di rispettare le regole del governo democratico della nuova citt e non rappresenterebbero una minaccia per gli altri abitanti del Paese.

12 ottobre 2018 (modifica il 15 ottobre 2018 | 10:47)

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