Roma, protesta dei tifosi: striscioni contro Pallotta in città e 10 minuti di sciopero del tifo per la Curva Sud


Non chiediamo vittorie, ma chiarezza e rispetto. Comincia in questo modo un lungo comunicato della Curva Sud della Roma, che ha annunciato lo sciopero del tifo per la gara di domenica sera all’Olimpico contro il Genoa. Per i primi dieci minuti del match, infatti, i tifosi giallorossi rimarranno in silenzio e senza esporre striscioni, poi “dal minuto 11 torneremo a tifare, ma solo per il nostro orgoglio, per la nostra fede e per i nostri colori che difenderemo a denti stretti in qualsiasi situazione. Niente e nessuno potr cambiare il nostro modo di essere, tantomeno una societ di bugiardi patentati e incapaci”.

Gli striscioni

Nella notte tra sabato e domenica sono comparsi in vari punti della citt molti striscioni contro il presidente Pallotta, che gi nella trasferta di Plzen era stato contestato con una scritta “Pallotta go home”, emblematica dello stato d’animo dei tifosi romanisti. Una presa di posizione netta contro la propriet americana, le cui motivazioni sono state spiegate in maniera pi approfondita nel comunicato in cui vengono riassunte tutte le dichiarazioni della propriet (Pallotta) e dei dirigenti (Monchi, Baldissoni ma anche l’ex d.s. Sabatini) che non si sono verificate. Frasi come “Entro 5 anni lo scudetto”, “Ci vediamo al Circo Massimo” o “Non abbiamo bisogno di vendere” che si sono rivelate boomerang nei confronti della tifoseria.

Il comunicato

“Siamo stanchi – si legge poi nel comunicato -, non riusciamo pi a tollerare questa situazione dopo anni di menzogne, proclami di vittorie a destra e manca, promesse mai mantenute da parte di questo Presidente e della societ Roma 1927 come ben impresso su uno stemma che non ci ha mai rappresentato, come non ci rappresenta chi dal 2011 al comando della nostra vecchia cara Associazione Sportiva Roma 22 luglio 1927. Una sfilza di menzogne, che ha trasmesso negativit puntualmente anche all’ambiente tecnico, allenatore e giocatori che hanno preso l’AS Roma come una squadra di passaggio e non come un punto d’arrivo. Senza dare alibi a nessuno sia chiaro, ma l’incapacit di fare il proprio mestiere di Presidente e societ hanno fatto s che la Roma anno dopo anno cedesse sempre qualcuno dei suoi pezzi migliori, sostituiti spesso e volentieri con giocatori di minor valore, indebolendo la rosa, navigando a vista con acquisti il pi delle volte inadatti. Noi non possiamo pi sopportare questo modus operandi, bugie dannose da parte di chi dovrebbe essere trasparente verso i propri tifosi”.

16 dicembre 2018 (modifica il 16 dicembre 2018 | 14:18)

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