Roma, Monchi spiega l’addio: «Con Pallotta idee diverse, non era giusto»


«Sono andato via dalla Roma due anni prima della scadenza del contratto perché ho capito che l’idea della proprietà era diversa dalla mia. Il presidente Pallotta pensava che era meglio andare a destra, io a sinistra. Continuare così non era giusto».

L’8 marzo, dopo l’esonero di Eusebio Di Francesco e nello stesso giorno dell’ufficializzazione di Claudio Ranieri, Monchi ha rescisso consensualmente il suo accordo con la Roma. Passati dieci giorni, nella conferenza stampa per il suo ritorno da d.s. al Siviglia, ha spiegato così il suo divorzio dal club giallorosso. Più altri dettagli rilasciati all’emittente radiofonica romana Retesport: «Pensate che abbia venduto Salah perché ero contento di farlo? Ho dovuto farlo per i problemi con il Financial Fair Play. La Roma ha basi sufficientemente forti per andare avanti. Fienga, Baldissoni, Calvo, Massara, Totti e Balzaretti sono professionisti capaci. Se tornassi indietro nel tempo, firmerei comunque. Però avrei avuto bisogno di conoscere meglio il club». Un particolare inquietante, al di là delle parole di circostanza per ringraziare Pallotta.

Monchi ha spiegato anche il silenzio dopo Porto-Roma e alcuni degli acquisti più contestati: «Totti, in quel momento, poteva inviare un messaggio più potente. Francesco sta crescendo tantissimo come dirigente, abbiamo pensato che fosse il momento giusto per lui. Pastore? Ha avuto una stagione piena di infortuni, ma sono convinto che possa ancora fare la differenza. Per quanto riguarda Gonalons, qui a Siviglia sono contentissimi di lui. Ha avuto due brutti infortuni, ma ogni volta che è sceso in campo ha fatto prestazioni di alto livello. Fino al 30 giugno è un giocatore del Siviglia, poi si vedrà». Tradotto in spagnolo: adios, amigo!

In chiusura, un saluto ai tifosi della Roma: «Mi dispiace che le cose siano finite così, posso dire solo che fino all’ultimo momento ho sempre sentito il sostegno dei tifosi, al di là del fatto che non tutti potevano essere contenti di me». In verità non ha accontentato quasi nessuno, almeno leggendo la marea di critiche (e insulti) sui social media. Una spiegazione di Monchi ha dato particolarmente fastidio ai tifosi giallorossi. Questa: «Me ne ero andato dal Siviglia perché dovevo trovare motivazioni esterne: avevo bisogno d’aria. Ho scelto il progetto che mi aiutava a crescere, ora sono tornato perché questa crescita posso reinvestirla qui. Ero un tifoso del Siviglia alla Roma, lavorando 24 ore al giorno per un altro progetto. Adesso posso essere un tifoso del Siviglia al Siviglia, lavorando 24 ore su 24 per questo progetto sportivo». La Roma come un ben pagato master all’estero, prima di tornare a casa. Lasciando dietro di sé una squadra da rifondare e quasi fuori dalla prossima Champions League.

18 marzo 2019 (modifica il 18 marzo 2019 | 16:03)

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