«Roma: carriera zero. Milano: stipendi bassi». Così i talenti stranieri bocciano l’Italia


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di Silvia Pagliuca

Cosa hanno in comune Roma, Riad e Gedda, città portuale dell’Arabia Saudita? Condividono, ahinoi, le ultime posizioni dell’Expat City Ranking 2018, la classifica stilata da InterNations, la più grande comunità di expatriates al mondo, che identifica le migliori città per vivere e lavorare come talenti stranieri.

Roma si posiziona al 70 esimo posto, ovvero terzultima nell’indice globale, per una svariata serie di ragioni: anzitutto, quasi il 60% degli expat non è contento delle prospettive di carriere offerte dalla Capitale, il 36% ritiene il proprio posto di lavoro poco sicuro, il 33% non valuta positivamente l’equilibrio tra vita privata e professionale e il 38% è insoddisfatto della propria occupazione a livello generale, ben 20 punti in più rispetto alla media globale. Inoltre, solo il 44% valuta positivamente la sua situazione finanziaria.

«Qui le opportunità per fare carriera sono inesistenti» – racconta un expat originario dell’Albania. Ma c’è di più: quasi 3 intervistati su 5 non trovano all’altezza la rete di trasporto («I mezzi pubblici sono pessimi» – sostiene una lavoratrice ungherese) e in generale si sentono poco sicuri in città. L’unico fattore per cui Roma si classifica nella top ten mondiale è il clima: 9 intervistati su 10 sono felici del bel tempo in città. Un po’ poco per farsi largo nel gotha delle metropoli più attrattive al mondo, professionalmente parlando.

CR2018_Map_Italy

Fa meglio, ma non troppo, Milano che nel report si piazza al 63esimo posto. In questo caso il problema è essenzialmente uno: la città è troppo cara. «Gli stipendi sono bassi – afferma un expat iraniano – ma le spese sono alte». «Diventa dura se sei un expat a Milano e non hai abbastanza soldi» – rincara un collega argentino. Quasi 4 intervistati su 10, infatti, non sono soddisfatti della loro situazione finanziaria. Appena il 18% pensa che le abitazioni abbiano prezzi accessibili e solo per il 28% è facile trovare una sistemazione decente in città. Insomma, non più del 33% degli expat è soddisfatto del costo della vita a Milano. Di contro, però, gli intervistati ritengono che Milano sia migliorata nella qualità della vita, sono soddisfatti delle opzioni ricreative che la città offre e della stabilità politica.

Certo, la strada è ancora lunga per arrivare in alto, dove tra le 10 migliori città al mondo si trovano Taipei, ritenuta la più amichevole e Singapore, apprezzata soprattutto per la grande sicurezza personale, seguite da Manama, Ho Chi Minh City, Bangkok, Kuala Lumpur, Aquisgrana, Praga, Madrid e Mascate. E una cosa è sicura: anche se il report è stilato da lavoratori di altre nazionalità, un simile risultato deve fare inevitabilmente riflettere anche i lavoratori italiani.


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