Rivola, Aprilia: «La MotoGp deve crescere, non è un attacco alla Ducati»


MUGELLO Porta al collo il 17. Una medaglietta, un numero che solo gli appassionati di Formula 1 possono capire. Mi ricorda Jules Bianchi, pilota a cui ero molto affezionato (mor per le conseguenze del terribile schianto nel Gp del Giappone 2014). Massimo Rivola, amministratore delegato di Aprilia Corse, non l’antipatico burocrate catapultato dal dorato mondo della F1 con l’obiettivo di replicarne nelle due ruote le abitudini (buone o cattive che siano). Uno capace solo di attaccarsi ai regolamenti per vincere nei tribunali quello che, per ora, non riesce a vincere in pista. Vorrei far capire a tutti che serve maggiore chiarezza nei regolamenti e soprattutto nelle modalit di applicarli e controllarli.

Al debutto l’ex dirigente Ferrari ha invece capito che il mondo della MotoGP ha ampi margini di crescita sotto questo aspetto. Ho colto una certa supina accondiscendenza verso un modo di operare che in realt non accontenta nessuno. La mancanza di preparazione sulle questioni tecniche pu generare malintesi e interpretazioni errate dal cui possono derivare ulteriori problemi. I miei interlocutori in pista (nel caso in questione, la direzione gara) non erano preparati a risolvere il problema che ho sollevato sull’appendice aerodinamica usata da Ducati. L’autocertificazione del team bolognese (in sintesi, l’appendice contestata non porterebbe vantaggi di prestazione), non pu bastare a chi deve poi deliberare sulla sua regolarit. Charlie Whiting, direttore di corsa da poco scomparso, da questo punto di vista stato un maestro. Quando non aveva competenze sufficienti le cercava, ascoltava pareri diversi, e alla fine cercava di deliberare in maniera chiara.

Pi che un attacco alla casa bolognese, la mossa di Rivola punta a evidenziare le carenze del sistema.Forse mi dipingeranno come un antipatico esponente della Formula 1, venuto a dare lezioni in MotoGP. Non cos, e forse alla fine dell’anno mi ringrazieranno. Sulla questione intanto pende il giudizio della corte d’Appello (attesa per luned, marted al pi tardi). Sembra impossibile sostenere che quell’appendice non produce alcun carico aerodinamico, e quindi un aiuto prestazionale. Ma indipendentemente dalla decisione finale, bisogna capire in quale direzione vuole andare la MotoGP. Se vuole aumentare o ridurre i costi dello sviluppo tecnico.

Questioni legali a parte, la mano di Rivola inizia a farsi sentire nell’organizzazione della squadra. Tra i suoi compiti c’ prima di tutto quello di sfruttare al meglio le risorse a sua disposizione,inferiori sul piano economico ai rivali giapponesi, austriaci e anche italiani (si parla di 17 milioni di euro di budget). Razionalizzare e mettere ordine al lavoro di tecnici e meccanici, team sviluppo compreso, una priorit. I primi frutti si vedono, dicono gli uomini che lavorano con lui. Ma serve anche rimotivare un reparto corse che non deve dimenticare la sua storia e i suoi successi (56 titoli iridati, in tutte le specialit ). Le vittorie di Biaggi, Rossi, Capirossi, Poggiali, Gramigni, molti dei quali presenti al Mugello per Aprilia All Stars, che stata anche l’occasione per presentazione della squadra MotoGP con Andrea Iannone e Aleix Espargaro. Di fronte al proprio pubblico, pi di diecimila i presenti. Cuore e passione, ingredienti indispensabili. Rivola lo sa.

23 marzo 2019 (modifica il 23 marzo 2019 | 18:50)

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