Risparmio, i bond senza data di scadenza rendono fino al 7%


Lunghi, lunghissimi. E con rendimenti che attirano l’attenzione. Sono i bond con scadenza a 50 anni o addirittura senza data di fine corsa sul contratto e un’avvertenza (anche di buon senso) da non sottovalutare mai: se c’ una cedola molto interessante, il rischio altrettanto importante. Possiamo correrlo? Dopo l’ultima emissione di Unicredit, i titoli infiniti sono tornati sotto i riflettori. Ma, al netto della rischiosit, investire in un’emissione perpetual non significa mantenerla in portafoglio vita natural durante. L’emittente, infatti, spesso si riserva di rimborsare in anticipo il prestito, mediamente dopo cinque o dieci anni. In secondo luogo, volendo chiudere anzitempo l’investimento, sempre possibile farlo alle quotazioni di mercato. E qui entra in scena il rischio. Se vendo in un brutto momento, quando le quotazioni del titolo perenne sono molto sotto il prezzo d’acquisto, perdo.

Le indicazioni

Quando allora e quanto conviene investire in questi titoli? Il 15% circa del totale. E quindi se la soglia di ingresso elevata, come spesso accade, ci vuole un patrimonio importante. Le banche sono protagoniste assolute di questo comparto di prestiti. Basta dare uno sguardo alla tabella: Intesa Sanpaolo (6,51% scadenza 2024), Unicredit, UnipolSai (5,17% scadenza 2028), Vittoria Assicurazioni (4,98%, scadenza 2028) sono alcuni degli emittenti pi gettonati. Anche oltre frontiera vi sono strumenti analoghi e anche oltre Atlantico. In quest’ultimo caso, ai rischi citati si somma quello valutario. Unicredit ha risvegliato l’interesse proponendo al mercato un’altra obbligazione subordinata con durata illimitata, perpetual appunto, assistita da un flusso cedolare rilevante, 7,50% lordo e una finestra di rimborso anticipato a 100 prevista per il 2026. La precedente (sempre in tabella) rende l’8,7% e chiama in anticipo nel 2025. Destinato inizialmente agli istituzionali, come accade ogni volta che viene collocata un’emissione analoga, il nuovo bond di Jean Pierre Mustier sar sul mercato, a disposizione anche degli investitori privati. Purch dispongano di patrimoni notevoli: la soglia minima di sottoscrizione a 200 mila euro, mentre per gli altri perpetual indicati a 100 mila, e per i due in dollari addirittura solo a mille.

Il rischio

Inoltre serve una buona propensione al rischio. Non solo perch le emissioni subordinate possono, nei casi estremi di grave crisi dell’emittente, divenire azioni con valore vicino allo zero, ma anche perch la durata particolarmente lunga. Per chi ama le scadenze lontane e gestisce capitali pi contenuti, vengono poi in soccorso i titoli di Stato disponibili con orizzonti extra lunghi ( e con ingresso minimo a soli mille euro. Prendiamo il Btp marzo 2067 e cedola lorda 2,80%: il primo e, per ora, unico strumento del Tesoro italiano con durata 50 anni. Altri emittenti governativi di area euro hanno collocato ventennali o trentennali. Come banche o assicurazioni che, pur collocando subordinati, hanno fissato una data di rimborso pi vicina ai nostri giorni. Queste ultime meglio si adattano a chi ne mette solo una in portafoglio, attorniata, magari, da emissioni governative meno rischiose. La certezza della data di rimborso consente, anche a chi meno avvezzo a strumenti complessi, di prendersi un rischio pi proporzionato alle sue possibilit che, nel contempo, porti il rendimento medio di portafoglio su livelli remunerativi.


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