Riscatto della laurea «low cost»: chi resta (ingiustamente) escluso


C’è ancora un elemento di iniquità nel riscatto low cost della laurea, cioè la possibilità di far valere ai fini della pensione, e a un prezzo contenuto, gli anni passati all’università.

Il decreto legge che introduce il meccanismo, da poco convertito in legge, stabilisce che possono essere riscattati a condizioni più vantaggiose del normale gli anni universitari frequentati dopo il 1996. Non si tratta di una data scelta a caso. Nel 1996 entra in vigore la riforma del sistema contributivo, che dà diritto a una pensione meno ricca di quella calcolata con il sistema precedente, quello retributivo. L’obiettivo è quindi agevolare chi in futuro avrà una pensione più bassa. Comprensibile. Ma c’è una categoria di persone che resta tagliata fuori.

Chi ha fatto l’università subito prima della scadenza del 1996 non potrà riscattare gli anni accademici a un prezzo contenuto. Ma se, come probabile, ha cominciato a lavorare dopo il 1996 avrà comunque una pensione più bassa, proprio perché calcolata con il sistema contributivo. Sono quindi penalizzati due volte: pensione più bassa e niente riscatto low cost. Sono gli unici ad essere in queste condizioni. È vero che scegliere la data del 1996 come spartiacque ha la sua logica. Ma per loro al danno si aggiunge la beffa.


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