Rilassato e senza parolacce: è il Sarri inglese, dove il campo prevale sulle polemiche


Si pu andare avanti e contemporaneamente tornare indietro? S, se il quesito riguarda Maurizio Sarri e il salto (molto in lungo) che ha fatto da Napoli a Londra. Il concetto addirittura semplice se riferito a un allenatore che per quanto professi sistemi di gioco sofisticati, resta un uomo dalle origini per certi versi umili. Al Chelsea lui ci sta bene quasi come all’Empoli, e non sembri un paradosso.

Dove non c’ pressione, dove il campo prevale sulla settimana di polemiche al bar sport, Sarri riesce ad essere se stesso. Senza eccessi di tensione e atteggiamenti sopra le righe. Il dito medio mostrato ai tifosi della Juventus all’arrivo allo Stadium poco prima della sfida con il Napoli una macchia sbiadita a distanza di qualche mese.

Il Sarri versione Premier chiede scusa al collega Mourinho per le intemperanze in campo di uno dei suo collaboratori. l’allenatore che vive a 360 gradi la Londra multigenere dove il finocchio un ortaggio e basta. Il siparietto con Mancini al San Paolo un neo estirpato. Dal punto di vista sportivo 12 partite e nessuna sconfitta stagionale per il Chelsea, la marcia unica rispetto ai due predecessori Mourihno e Conte, ma questa una novit che non stupisce.

Sorprende invece il self control dell’uomo sanguigno che non le ha mai mandate a dire al presidente De Laurentiis. Che si era consentito di non brindare al secondo posto dopo l’ultima partita contro il Crotone a Napoli ed era poi andato via senza salutare nessuno. Il fumo di Londra resta quello delle sessanta sigarette al giorno, ma anche il vizio pu subire variazioni di stile, con il rispetto puntuale dei divieti negli ambienti chiusi. Finora nessuna sanzione a suo carico, a Napoli ne aveva una collezione. L’inglese parlato va perfezionandosi ma il linguaggio colorito stato abolito a Stamford Bridge.

Resiste la tuta, quella un must dell’era empolese. Eppure Sarri riesce a indossarla proponendo una immagine diversa: il viso disteso, i capelli meno sbarazzini e il viso sbarbato. Di Napoli parla poco ma sempre bene, ha conservato a Londra l’affetto verso i tifosi azzurri. Non risponde alle provocazioni a distanza di De Laurentiis. Questo gli viene difficile, ma la clausola di riservatezza imposta dal contratto con il club partenopeo pi di un freno. Per la parola, non per il gioco.

30 ottobre 2018 (modifica il 30 ottobre 2018 | 22:24)

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