Riforma Coni, Pellegrini e Lupo scendono in campo. Salvini: «Non esistono solo i campioni


Da parte nostra c’è la volontà di incontrarci e capire se si può ragionare su presupposti di chiarezza senza essere prevaricati». Giovanni Malagò, pensando ai prossimi incontri con i sottosegretari Giorgetti e Valente per proseguire la trattativa con il governo sulla riforma del Coni, abbassa i toni. E riferendosi alla preoccupazione sul futuro delle federazioni espressa del presidente della federscherma, Giorgio Scarso, afferma: «Scarso è il presidente della federazione che ha dato il maggior numero medaglie allo sport italiano, è la prima al mondo da decenni. Testimonia la fortissima preoccupazione perché è evidente assoluta incertezza, non si possono dare risposte con quattro righe. Molti atleti e dirigenti manifestano perplessità per non dire contrarietà a quello che sta succedendo. Cosa aspettarsi? Non va chiesto a me ma all’altra parte».

Il livello di allerta resta alto, insomma, e nel frattempo anche gli atleti si schierano con il presidente del Coni. Daniele Lupo, argento nel beach volley a Rio 2016, su Instagram è il più esplicito: «Le Olimpiadi 2020 si avvicinano… le qualifiche per strappare un pass a Tokyo sono ad un passo… anziché avere il supporto ed essere tutti uniti come in una battaglia… L’unica notizia che si legge è della politica italiana che vorrebbe iniziare a gestire il nostro mondo… Assurdo!! No grazie». Federica Pellegrini, in un commento sotto il post di Lupo, approva e rilancia: «Assolutamente d’accordo: lasciamo lo sport allo sport!». A tutti ha risposto il ministro Salvini, a San Siro per Italia-Portogallo: «Malagò è molto nervoso. Lì girano tanti soldi: ci sono presidentissimi con segretarie, mega-uffici, autisti. Se qualcuno pensava di essere presidente a vita sbagliava. Servono non uno, ma tre passi indietro. Lo sport è fatto anche di milioni di atleti, arbitri e dirigenti che non guadagnano cinque milioni». E poi, alludendo proprio alla Pellegrini: «Per la gente, lo sport sono milioni di bambini, arbitri, dirigenti che guadagnano poco o nulla, non solo i campioni che prendono milioni: i soldi sono tanti, e speriamo che cadano anche sui campetti di periferia». E non è mancato l’intervento del sottosegretario Giancarlo Giorgetti: «Ho guardato Daniele Lupo, ho fatto il tifo per lui e l’ho applaudito all’Olimpiade di Rio, sotto l’acqua, pagando il biglietto. E continuerò a farlo!». Alla prossima puntata.

17 novembre 2018 (modifica il 17 novembre 2018 | 22:25)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/sport.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *