Ricerca e sponsor, la sfida italiana alla Formula E


Una volta mi hanno prestato un’auto elettrica per tornare da Milano a Treviso. Ero scettico, pensavo che fosse noiosa, poco potente. Addirittura temevo che sarei rimasto a piedi. Mi sbagliavo, una rivoluzione: silenziosa ed emozionante. E poi ho subito fatto due calcoli: per percorrere 280 km avevo speso solo due euro e mezzo. Capisce?. Cos Mario Moretti Polegato racconta il senso della nuova sfida, un team nella Formula E, il Geox Dragon Racing. Nasce dall’alleanza pluriennale con la scuderia americana fondata da Jay Penske, fra i soci storici del campionato ecologico della Fia e molto attiva nella Indycar.

Manca un mese all’inizio della quinta stagione (al via il 15 dicembre a Riad in Arabia Saudita), quella della svolta: le monoposto saranno molto pi potenti e veloci, e saranno in grado di percorrere un intero Gp (44 minuti pi un giro) senza pi dover cambiare le batterie a met della corsa. Per noi si tratta di un investimento importante — prosegue Polegato — non una semplice operazione di sponsorship ma un laboratorio di ricerca e sviluppo che ci consentir di migliorare e farci conoscere. L’azienda trevigiana si porta dietro l’esperienza in Formula 1 con la Red Bull ai tempi dei Mondiali di Sebastian Vettel: Grazie a quell’avventura siamo riusciti poi a rendere ancora pi efficace la nostra tecnologia aspirante.

Ma a rappresentare l’Italia nelle tredici tappe, inclusa quella di Roma, c’ anche Antonio Fuoco. stato scelto come terzo pilota ad affiancare i titolari: l’argentino Jos Maria Lopez e il tedesco Max Gunther. Cresciuto nella Ferrari Academy, il vivaio di Maranello, il giovane calabrese viene dalla Formula 2, dal mondo dei vecchi motori a benzina. Ha gi attaccato la spina nei test al Ricardo Tormo di Valencia: stato un bel salto, all’inizio devi prendere le misure poi ti diverti e pensi a spingere.

14 novembre 2018 (modifica il 14 novembre 2018 | 22:21)

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