Riappare a Parigi la maratoneta francese scappata in Marocco per sfuggire all’antidoping: sarà squalificata


Scomparsa misteriosamente dalle scenelo scorso 27 marzo durante un tentativo di controllo antidoping la vice campionessa europea di maratona, la francese Clmence Calvin, ricomparsa marted pomeriggio a Parigi nello studio del suo avvocato, Arnaud Pricard. Dopo aver ammesso di essere “stata sospesa dall’attivit agonistica” dall’Agenzia francese per la lotta al doping (Afld), la Calvin ha dato una personalissima versione della sua rocambolesca fuga da un controllo antidoping a sorpresa tentato da tre ispettori Afld nella citt marocchina di Marrakech, dopo che i tre avevano cercato in ogni modo (e inutilmente) di rintracciarla nelle localit da lei indicata nel registro di localizzazione come sedi di allenamento.

Pensavo volessero rapire mio figlio

E’ stato un momento di grande violenza – ha spiegato la Calvin, che ha rifiutato di rispondere alla maggior parte delle domande, limitandosi a dichiarazioni spontanee – accaduto improvvisamente mentre passeggiavo con mio figlio appena uscito dall’asilo. Tre uomini hanno cercato di afferrarmi per un braccio urlando di essere poliziotti francesi. Non capivo nulla di quello che stava succedendo ma sentivo crescere la paura che volessero portarmi via il bambino. Poi uno dei tre mi ha colpito il braccio violentemente e il mio piccolo caduto a terra. Mio marito accorso per difendermi. In nessun momento avrei potuto immaginare che si trattava di un test antidoping, sono scappata perch ero terrorizzata.

Gli ispettori: Calunnie e diffamazione

La versione della Calvin stata duramente smentita poche ore dopo da Mathieu Theoran, portavoce della Afld. Inutile soffermarsi sui tanti aspetti inverosimili del racconto – ha spiegato Theroan – perch verranno esaminati nel processo. Calunniare e diffamare chi cercava di effettuare un controllo su un atleta irreperibile un’aggravante che verr perseguita in sede penale. Per essere sfuggita al controllo (e per averne saltato un successivo fissato la sera stessa, quando l’atleta, pur scioccata, prima si allenata poi andata a cena al ristorante) la Calvin dovr rinunciare al sogno di correre la maratona di Parigi domenica prossima e difficilmente sfuggir ad una squalifica di almeno quattro anni che probabilmente condivider col marito/favoreggiatore, l’ottocentista nazionale Samir Dhamani.

La legge francese

La decisione di effettuare il controllo all’estero stata resa possibile dalla nuova legge antidoping francese che permette agli ispettori di effettuare i controlli anche all’estero. La scelta della data legata agli studi sul periodo di assunzione dell’Epo in rapporto agli appuntamenti agonistici che corrisponde a circa 16/18 giorni prima della gara. L’ipotesi che la Calvin stesse “caricando” in vista della 42 chilometri parigina.

11 aprile 2019 (modifica il 11 aprile 2019 | 13:49)

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