“Riad ammetterà l’uccisione del giornalista Khashoggi” –


La morte del giornalista saudita Jamal Khashoggi sarebbe avvenuta nel consolato d’Arabia Saudita a Istanbul durante un interrogatorio andato storto. Lo afferma la CNN secondo la quale l’Arabia Saudita sta preparando un rapporto in cui ammetterebbe il fatto. Si sarebbe trattato di un interrogatorio che avrebbe dovuto finire con il sequestro del giornalista dalla Turchia. Una delle due fonti citate dal network afferma che le conclusioni del rapporto in via di preparazione includeranno probabilmente il fatto che «l’operazione è stata condotta senza autorizzazione e trasparenza e che coloro che sono stati coinvolti saranno ritenuti responsabili». Una delle fonti ha ammesso che il rapporto è ancora in fase di preparazione e ammonisce che le cose potrebbero cambiare.

Ucciso, smembrato e poi sciolto nell’acido. È questa, secondo i media turchi, l’ultima ipotesi sul destino di Jamal Khashoggi, il giornalista saudita sparito lo scorso 2 ottobre dopo essere entrato nel consolato dell’Arabia Saudita a Istanbul. La soffiata sarebbe arrivata da Turan Kislakci, amico personale del reporter e capo dell’Associazione dei media turco-arabi, il quale sostiene che i sauditi si siano disfatti del cadavere di Khashoggi, voce critica nei confronti del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, subito dopo l’omicidio. È dunque quella dell’acido la pista che ora polizia e intelligence turche stanno seguendo «seriamente», secondo il quotidiano turco Haberturk. Si vedrà se la perquisizione svolta ieri sera dalle autorità di Ankara e Riad all’interno del consolato – «in tutte le stanze», come precisato da Al Jazeera – porterà a qualche sviluppo nelle indagini. La delegazione turca era costituita da rappresentanti dei ministeri degli Esteri e della Giustizia di Ankara, oltre che da esperti della sezione omicidi della polizia e dell’antiterrorismo.

E mentre è partito il boicottaggio al forum economico di Riad voluto proprio da Mbs, in calendario per la prossima settimana (gli ultimi in ordine di tempo a disertare sono l’amministratore delegato di JPMorgan, Jamie Dimon, e il presidente di Ford Motors, Bill Ford), la posizione degli Stati Uniti si fa ogni giorno più delicata.

I rapporti di Washington con Riad, ricuciti sotto l’amministrazione Trump soprattutto grazie al genero Jared Kushner, che convinse il presidente Usa a compiere il suo primo viaggio istituzionale proprio in Arabia Saudita nel maggio 2017 risultano difficili da gestire in questo momento. Lo stesso Trump sembra non avere chiara una strategia per uscirne.


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