Reddito, le Regioni temono l’invasione di 6 mila «navigator»


In tutto sono 10 mila nuovi posti di lavoro. Lo prevede il decreto per il reddito di cittadinanza (Rdc) con l’assunzione dei navigator, gli operatori che dovranno agevolare il reinserimento nel mondo del lavoro dei beneficiari del sussidio. Alla certezza sulle assunzioni non corrisponde analoga chiarezza su tempi e modalità dell’operazione. La destinazione dei navigator sono i centri per l’impiego, ossia strutture pubbliche coordinate e sostenute economicamente dalle Regioni.

Motivo che spiega la resistenza dei governatori di Regione, che temono di vedere messa a rischio l’operatività dei centri per l’impiego. «In pochi mesi dovranno essere assunte e inserite 6 mila persone, individuate da Anpal (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, ndr) — osserva Cristina Grieco, coordinatore degli assessori regionali al Lavoro, — un’operazione che trascura sia l’esigenza di formare queste nuove figure sia di assegnarle ai centri per l’impiego, dotandole di postazioni e strumenti di lavoro». C’è un ulteriore aspetto: i contratti di assunzione saranno a tempo determinato, ma Di Maio ha già detto che dovranno essere stabilizzati. Al momento ci sono solo 500 milioni; 200 milioni nel 2019, 250 nel 2020 e altri 50 nel 2021. L’assenza di certezze giustifica i timori dei governatori nel farsi carico di 6 mila lavoratori, dato che i centri per l’impiego fanno capo alle Regioni. Si aggiunga che la selezione dei navigator, attraverso Anpal, avviene con un colloquio. «Un meccanismo che si presta a chiamate discrezionali o, peggio, clientelari», spiega Grieco.

Rischio che le regioni scongiureranno, assumendo tramite concorso i restanti 4 mila operatori destinati ai centri per l’impiego. Una modalità di ingresso nella Pa che però richiederà «almeno sei mesi». Mentre il governo incalza rivendicando l’erogazione del Rdc prima delle elezioni europee. Le ultime ore registrano l’attività febbrile per trasmettere al Quirinale il decreto, approvato in Consiglio dei Ministri. Manca la bollinatura della Ragioneria, un via libera che potrebbe arrivare già questa mattina dopo le ultime limature al decretone Rdc-pensioni. Provvedimento destinato anche al Parlamento, dove tra i possibili emendamenti verrebbe, secondo il sottosegretario all’Economia, Massimo Garavaglia, inserito l’innalzamento dell’età, da 45 a 50 anni, per il riscatto con sconto della laurea.

22 gennaio 2019 (modifica il 22 gennaio 2019 | 22:42)

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