Reddito di cittadinanza. Le Regioni: «Tocca ai Comuni fare il primo colloquio, non ai centri per l’impiego»


Cristina Grieco — assessore al Lavoro della Regione Toscana — ha incontrato il vicepremier Luigi Di Maio in rappresentanza delle Regioni per discutere dell’applicazione del reddito di cittadinanza. «Un incontro positivo — spiega Grieco, il ministro ci ha spiegato come diversi impegni gli abbiano impedito nelle ultime settimane di incontrarci. Ma nello stesso tempo si è reso disponibile ad aprire un tavolo tecnico e politico con le Regioni in maniera da cercare di risolvere una serie di criticità che crediamo serie e urgenti. D’altra parte non bisogna dimenticare che la competenza su questa materia è concorrente, cioè dello Stato, sì, ma anche delle Regioni».
Quale è la questione più pressante?
«Quella dell’assunzione dei cosiddetti navigator. Il governo sembra intenzionato a procedere tramite Anpal servizi. Ma poi dovrebbero venire a lavorare nei nostri centri per l’impiego. Speriamo che il governo non voglia procedere senza il necessario accordo preventivo con le Regioni».
Altrimenti?
«Non sarebbe una procedura in linea con quanto stabilito dalla nostra Costituzione».
Solo problemi di procedure o anche di sostanza?
«Sempre riguardo ai navigator, da quanto abbiamo capito dovrebbero occuparsi di fare da tutor ai candidati al reddito. Il problema è che saranno 6.000 quando i centri per l’impiego in Italia occupano 8.000 persone. Si tratterebbe di raddoppiare gli spazi da qui ad aprile. A dir poco complicato. Senza contare che le Regioni stanno già per assumere altri 4.000 addetti ai centri per l’impiego con i loro bandi. Riepilogando: 8000 più 4000 più 6000. Le nostre strutture dovrebbero passare in un colpo solo da 8000 a 18 mila persone. Credo che anche la migliore organizzazione salterebbe di fronte a un ampliamento del genere».
Ma i 6000 navigator precari potrebbero partecipare ai bandi delle regioni per cercare di essere assunti a tempo indeterminato.
«Il ministro Di Maio ha detto che saranno stabilizzati. Ma il fatto che ciò avvenga tramite i bandi delle regioni mi pare tutto da vedere».
Le Regioni sarebbero disposte a dare un punteggio aggiuntivo a chi ha fatto il tutor per Anpal servizi?
«Beh, anche questo non è automatico. Le Regioni dovrebbero assumere un esercito di persone scelte da qualcun altro. Non dimentichiamo poi che Anpal servizi assumerà persone facendo un semplice colloquio, senza alcuna prova scritta».
Ci sono altre criticità?
«L’inizio del percorso per fare la domanda non dovrebbe essere posizionato nei centri per l’impiego. Solo i servizi sociali dei Comuni possono scegliere se una persona può firmare subito il patto per il lavoro o deve fare un patto per l’inclusione sociale. E poi è impensabile che i nostri operatori segnalino irregolarità rispetto a comportamenti o stile di vita che potrebbero far perdere il reddito».
A proposito della banca dati, siete disponibili a convergere sul nuovo sistema che il governo sembra intenzionato a introdurre?
«Su questo abbiamo già sperimentato varie difficoltà in passato. Ogni Regione deve poter tenere il proprio sistema. Abbiamo chiesto che il nuovo software nazionale sia in grado di dialogare con tutti».

21 gennaio 2019 (modifica il 21 gennaio 2019 | 22:53)

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