Rambaudi e l’ordine: gol contro. Se il fair play vale più di una vittoria


Ha perso apposta, al 97’, e così ha abbandonato il primo posto in classifica. Ma non gli importa. Non troppo, almeno. «Vengono prima la lealtà, la correttezza, la giustizia: da uomo di sport ho ordinato ai miei di far segnare gli avversari e pazienza se abbiamo lasciato sul campo un punto importante». Roberto Rambaudi, un tempo imprendibile ala nel Foggia e nella Lazio di Zeman (ha giocato anche due partite in Nazionale con Sacchi c.t.), oggi è commentatore televisivo e allenatore. Guida un’originale squadra romana di dilettanti, la Luiss, formata solo da studenti o laureati in quella università. Fino a domenica era al comando del campionato di Promozione assieme al Fiumicino. Poi c’è stata la partita con la Lupa Frascati, squadra di metà classifica. Ed è successo il fatto.

«Eravamo sotto 2-1 nei minuti di recupero, il loro portiere ha lanciato verso la linea del fallo laterale per far soccorrere un compagno rimasto a terra, solo che la palla non è mai uscita: un mio attaccante l’ha intercettata e l’ha messa in porta. Sul momento ho esultato, anche perché non era così evidente che volesse metterla fuori, ma poi ho ripensato all’azione e ho capito che si trattava di un gesto tecnico sbagliato. Massì, il portiere era intenzionato a calciarla via, solo che ha colpito male. In serie A un errore del genere non sarebbe possibile, qui sì».

A quel punto è cominciato il lavoro più complicato. C’era da riportare la calma in campo, dove si era scatenato un parapiglia, e c’erano da convincere i giocatori della Luiss che era giusto incassare quel gol. «Mi dicevano: non voleva calciare fuori, ha tirato verso il centrocampo. Per me però la sua intenzione era evidente. E sono orgoglioso che alla fine i ragazzi mi abbiano ascoltato». Un episodio raro, «direi unico». Torna in mente un rigore al quale ha rinunciato Nedved in un Lazio-Fiorentina del 2001, quando la Var non era nemmeno un progetto. «Ma si era sul 3-0, a risultato acquisito è semplice fare i signori».

Storia nella storia: il gol del 3-2 l’ha segnato Nicholas Muzzi, figlio di Roberto, ex attaccante con oltre 200 partite in serie A. Lui sì che se l’è goduta: «È stata la rete più facile della mia vita».

15 ottobre 2018 (modifica il 15 ottobre 2018 | 21:59)

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