Quota 100, si prepara la corsa dei 315 mila: fondi tagliati a 4 miliardi


Ancora qualche giorno e tutto sar pronto. Il vicepremier Matteo Salvini professa sicurezza e indica il che il decreto legge con quota 100 sar definito nei primi giorni di gennaio. Con il via libera del Senato al maxi emendamento il governo incassa l’intervento sulle pensioni e riforma la legge Fornero.

Il leader della Lega annuncia il provvedimento e ribadisce siamo pronti, ma nei fatti la norma che consente di anticipare l’uscita dal lavoro con 62 anni di et e 38 anni di contributi il frutto di uno sfibrante negoziato. Sia sul fronte interno con gli alleati del M5S, per superarne la diffidenza e i dubbi, sia sul versante esterno con Bruxelles, dove la commissione ha faticato ad accettare un intervento sulla legge dell’ex ministro Fornero. La trattativa ha partorito un compromesso, a dimostrarlo il saldo delle risorse necessarie a finanziare l’operazione nel 2019. Il taglio al fondo per quota 100 di 2,7 miliardi, per l’anno prossimo resta una dotazione di 3,9 miliardi, mentre nel 2020 ci saranno ulteriori 1,3 miliardi e l’anno successivo altri 1,7 miliardi.

Il meccanismo previsto ormai noto con la possibilit di andare in pensione a chi dispone del doppio requisito 62 anni di et e 38 di contribuzione (la somma appunto 100). Anticipando cos il termine dei 67 anni di et fissati dalla pensione di vecchiaia. L’uscita in anticipo non comporta penalizzazioni sull’assegno pensionistico, ma va tenuto conto che verr percepita una pensione inferiore poich si terr conto del minore numero di anni di contribuzione. I primi pensionati con quota 100 incasseranno l’assegno a partire dal prossimo mese di aprile, in virt delle cosidette finestre. In pratica, una volta maturato il requisito 100 la pensione verr erogata dopo tre mesi, una dilazione che potrebbe salire fino a sei mesi se le domande per il pensionamento dovessero risultare superiori alle previsioni. Per di dipendenti pubblici la finestra fissata in ogni caso a sei mesi, il primo assegno arriver dunque un semestre (nella pubblica amministrazione c’ anche il pre avviso di tre mesi) dopo il raggiungimento di quota 100.

Per contenere i costi dell’operazione voluta dalla Lega stato previsto qualche paletto per limitare il tiraggio dal fondo per quota 100. L’ostacolo principale per chi si trover ad optare tra un’uscita anticipata e proseguire l’attivit lavorativa consiste nel divieto di cumulo. L’impossibilit cio di sommare alla pensione qualsiasi altro reddito da lavoro che superi 5 mila euro lordi all’anno. La durata del divieto sar pari al numero degli anni di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia a 67 anni, cos facendo, per esempio, un’ uscita a 64 anni comporter per 3 anni l’impedimento a svolgere attivit remunerate sopra i 5 mila euro.

Il decreto legge delle prossime settimane fornir i dettagli della riforma. Il quadro per risulta chiaro. Per il 2019 il governo stima che saranno circa 315 mila i lavoratori pronti ad anticipare la pensione, se le previsioni fossero confermate si tratterebbe dell’85% degli aventi diritto. Quello che invece non stato misurato l’effetto di una norma cos congegnata. La facolt di lasciare il lavoro prima del previsto sar utilizzato dai lavoratori pi forti, quelli con un impiego e una carriera nella pubblica amministrazione o nell’industria, per lo pi uomini. Ossia le caratteristiche di chi dispone di 38 anni di versamenti contributivi. Tra i beneficiati non figureranno le categorie di lavoratori meno forti, che si troveranno piuttosto nella condizione di subire senza alternative l’arrivo di quota 100. Nelle aziende in crisi e nelle imprese di servizi saranno infatti gli stessi datori di lavoro a spingerli fuori dal sistema produttivo, impedendo la possibilit di una scelta.

23 dicembre 2018 (modifica il 23 dicembre 2018 | 20:48)

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