Puggioni, portiere laureato: «Studio per migliorare il futuro dei colleghi»


Lo descrivono come un portiere dal carattere forte, a volte troppo. Di sicuro Christian Puggioni, 35enne numero 1 del Benevento che lo ha prelevato a inizio anno dalla Sampdoria, è uno che ama andare in fondo alle strade che intraprende. Ha realizzato il sogno di giocare nella squadra in cui era cresciuto, la Sampdoria, e adesso ha realizzato quella della laurea. Mercoledì 17 ottobre a Reggio Calabria, Puggioni è entrato nella squadra dei calciatori-dottori. Nel suo caso in giurisprudenza, con una tesi su «I diritti audiovisivi sportivi».

Puggioni, che cosa rappresenta questa laurea nel suo percorso di calciatore?

«Moltissimo. Lungimiranza, impegno fatica e dedizione. Raggiungere un obiettivo del genere in un ambiente lavorativo come quello del calcio è un traguardo incredibile».

«Questo lavoro, pur essendo bellissimo, ti ovatta dal mondo reale, ti regala una vita parallela dorata e tende a farti credere che tutto sia dovuto. Ma un giorno questa illusione finirà… e in quel momento il tempo ti dirà se sei stato cicala o formica».

Come mai una tesi sui diritti tv?

«In realtà, avevo già preparato una tesi sulla “Tutela del calciatore e la risoluzione contrattuale”, un bel lavoro di diritto sportivo e tributario. La vicenda che mi è capitata quando giocavo nel Chievo (trasferimento “imposto” al Genoa, suo rifiuto in nome della fede blucerchiata, successiva messa fuori rosa, causa per mobbing vinta, ndr) mi era servita, mio malgrado, per fare esperienza in campo giudiziario. In quell’anno ho dovuto rispondere colpo su colpo agli attacchi contro di me, ma la causa si è conclusa con una mia vittoria in tribunale. Un periodo veramente brutto ma grazie al quale ho appreso il diritto sulla mia pelle…».

Poi come ha cambiato idea?

«Quello era un argomento molto gettonato e più volte sviscerato nelle tesi di laurea. Così, grazie a un’intuizione di Antonio Romei, avvocato della Sampdoria e braccio destro del presidente Massimo Ferrero, ho deciso di occuparmi di un argomento di grande attualità che è e sarà sicuramente oggetto di molti aggiornamenti».

Che taglio ha dato al suo lavoro?

«Ho analizzato il momento della nascita dei primi diritti audiovisivi, l’evolversi della loro regolamentazione, le nuove modifiche alla legislazione della fattispecie, comparando infine i principali sistemi di gestione delle risorse nei campionati esteri più importanti».

Si ripresenterà come candidato alla presidenza dell’Assocalciatori?

«Bella domanda. Due anni fa sollevai diverse problematiche e per pochi voti non entrai nuovamente nel consiglio direttivo. I giocatori non scelsero il cambiamento (come la Federazione qualche tempo fa) proseguendo con la stessa direzione politica avuta gli anni precedenti».

Con quali risultati, secondo lei?

«Sono sotto gli occhi di tutti, e non passa giorno che i calciatori mi chiedano di candidarmi perché, col senno di poi, avrebbero voluto cambiare le cose».

Altri obiettivi post laurea?

«Oltre il tirocinio per accedere all’esame di stato di avvocatura, frequentate un master in diritto sportivo e management dello sport. Per quanto riguarda quello che potrà succedere non posso immaginarlo, ma una cosa è sicura: dovremo dare un’inversione drastica di tendenza della gestione dei diritti dei calciatori altrimenti la categoria in futuro rischierà seriamente».

18 ottobre 2018 (modifica il 18 ottobre 2018 | 09:51)

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