Princi, patto di famiglia dal notaio nel nome del pane (e di Starbucks)


Nel nome del pane dei figli e del codice civile: Rocco Princi (59 anni) è andato davanti al notaio e ha varato un riassetto in famiglia. Dopo aver messo le basi societarie a Londra, dove è residente, per un solido sodalizio con Starbucks, il re milanese del pane ha ceduto alcune attività alla moglie e ai tre figli, Pietro (34), Ettore (32) e Giuseppe (22). Le partecipazioni di maggioranza che l’imprenditore aveva nell’ Immobiliare Princi (51%) e nella Princi & Co (66,66% in pegno a Unicredit in garanzia dei prestiti) sono state trasferite ai suoi familiari con lo strumento giuridico del «Patto di famiglia».

L’atto notarile

È il contratto – dice il codice civile – «con cui (…) l’imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l’azienda, e il titolare di partecipazioni societarie trasferisce, in tutto o in parte, le proprie quote, ad uno o più discendenti». Oggi dunque, secondo quanto stabilito nell’atto notarile, l’Immobiliare, che incassa gli affitti dei punti vendita, è al 100% della moglie Giuseppa Zecchini. Divisa tra madre e figli è invece la Princi & Co, cui fa capo l’ultimo locale, il quinto, aperto a Milano: 14 dipendenti, 2 milioni di fatturato (bilancio 2017), l’utile ancora a singhiozzo. Tutti si sono impegnati a non vendere le rispettive partecipazioni per almeno 5 anni.

Il controllo della Bakery

Gli altri quattro punti vendita, quelli che hanno contrassegnato l’ascesa dell’imprenditore venuto dalla Calabria 33 anni fa, sono raccolti sotto la società principale, la Bakery Princi di Milano (10 milioni di ricavi, 476mila euro di utile), controllata al 66,67% dal fondatore e con le residue quote in mano alla moglie e all’Immobiliare Princi. La Bakery milanese è anche la porta d’accesso alle società inglesi in comune con Stabucks, il gigante di cui il maestro artigiano italiano è diventato partner esclusivo per le nuove sedi di Roastery nel mondo che ospitano spazi dove Princi sforna pizze, focacce e cornetti appena fatti. Proprio lo scorso febbraio è stato inaugurato a Tokyo il più grande Starbucks del mondo, il quinto di questa tipologia dopo Seattle, New York, Shanghai e Milano.

L’alleanza a Londra

A Londra l’alleanza si salda dentro una serie di società che detengono le attività in comune, il marchio (Conifer Ventures) o il controllo del negozio-ristorante di Soho a Londra (Princi Uk) che con il nuovo assetto e modello gestionale ha già invertito la rotta rispetto al passato (4 milioni di ricavi annui; 5,2 milioni di perdite accumulate al 30 settembre 2017). La maggioranza è ampiamente in mano a Starbucks con Rocco Princi al 30% della Princi Uk. È da qui che l’artigiano calabrese ha impostato il cammino con la catena di caffè americana. E solo nelle società inglesi ricopre formalmente incarichi di gestione non avendo più alcuna carica amministrativa in Italia.


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