porte chiuse, atleta fermo 3 anni –


Tre anni e mezzo di squalifica a un calciatore, Fabio Pisani. Altre
tre di sette mesi. Mille euro d’ammenda, l’obbligo di
giocare, fino alla fine del campionato, a porte chiuse e due punti
di penalizzazione in classifica. Una stangata in piena regola
quella che travolge il Montecalvario. La società è
pienamente responsabile, a quanto recita il referto federale, della
maxi rissa di sabato scorso durante il match di prima categoria
contro la Lokomotiv Flegrea. Ma i vertici della società non
ci stanno e preparano il ricorso: «Mai viste pene del genere
per una vicenda in cui noi abbiamo un ruolo, ma di reazione alle
loro aggressioni», dice a gran voce Raffaele Valentino, il
direttore sportivo. Nata ai Quartieri spagnoli quattro anni fa
dalle ceneri di un glorioso club che negli anni ‘80 faceva il
pieno di pubblico nei campi di periferia, il Montecalvario è
animato dallo stesso Valentino insieme a Alessandro Pierno,
Vincenzo Condemi e Ugo De Chiara. «Volevamo fare qualcosa per
i ragazzi della zona e abbiamo pensato al calcio, passione di
tutti. Facciamo una quarantina di tesserati, ci mettiamo impegno e
soldi di tasca nostra, sperando così di dare una bella
immagine del nostro quartiere. Perciò non accettiamo
l’etichetta di violenti che ci vogliono affibbiare»
dice ancora. 

L’ACCUSA
Il referto, stilato dal direttore di gara, è impressionante:
«La gara viene sospesa perché era stata messa a
rischio la sua incolumità». Poi ricostruisce alcuni
passaggi più duri: «Al momento dell’espulsione
di Trinchella, giocatore della Montecalvario, sopraggiungeva con
veemenza e con atteggiamento irato il calciatore Pisani che colpiva
con un calcio al petto l’avversario De Tommaso Catello; Diego
D’Isanto, portiere, colpiva ripetutamente gli avversari; che,
nel contempo, il calciatore Musto, sempre del Montecalvario,
inseguiva e colpiva con calci». Scene terribili, non solo in
campo. «La situazione degenerava a tal punto che diversi
tesserati e dirigenti della Montecalvario aggredivano con
prepotenza e violenza calciatori e dirigenti della Lokomotiv
Flegrea; e il direttore di gara trovava difficoltà a
raggiungere lo spogliatoio in quanto il calciatore Pisani, che
aveva dato origine a tutti i disordini descritti, lo minacciava a
gran voce e tentava di aggredirlo, per poi rendersi autore di calci
violenti alla porta del suo spogliatoio». Insomma, conclude
la nota federale, «solo l’intervento della Forza
Pubblica ha consentito al direttore di gara di raggiungere
l’esterno dello impianto».

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Venerdì 30 Novembre 2018, 23:00
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