Polonia-Italia: le nuove facce azzurre dietro al ritorno alla vittoria: Biraghi, Bernardeschi, Barella, Piccini, Chiesa


CHORZOW L’Italia riparte. E lo fa all’insegna del gioco. Due buone notizie al prezzo di una, dopo il successo sulla Polonia allo stadio Sleski. La vittoria in una gara ufficiale mancava da oltre un anno (1-0 in Albania) ma a differenza delle ultime esibizioni venturiane e delle prime sperimentazioni di Mancini, la Nazionale vista nel primo tempo contro l’Ucraina (1-1 a Genova) e contro i polacchi ha finalmente riempito gli occhi. La bella Italia ha facce nuove, che meritano di essere raccontate.

Biraghi segna nel nome di Astori

L’uomo che ha deciso la partita di Chorzow col suo gol nel finale si chiama Cristiano ed un po’ l’antitesi dell’omonimo pi famoso: a 26 anni era alla terza presenza in Nazionale, un terzino spesso discusso dai suoi stessi tifosi (a Pescara, ma anche nella Fiorentina), che per cresciuto molto fisicamente e anche dal punto di vista tecnico. Biraghi ha dedicato il gol al suo amico Davide Astori: tra le sue battaglie di quest’anno oltre a quelle sulla fascia destra, c’ anche quella per la fascia da capitano con la dedica a Asto. Una sfida vinta, perch la Lega Calcio ha dato la deroga alla Fiorentina.

Barella, il ragazzo che gioca come un veterano

Barellino capitano lo gi, del Cagliari. A 21 anni. anche gi padre, e studia da leader anche in azzurro. Certo, quello in Polonia era appena la sua seconda partita, ma gi nell’esordio assoluto contro l’Ucraina da mezzala il sardo con la passione del basket si rivelato un giocatore gi pronto. Per crescere, i nostri ragazzi devono giocare la Champions dice capitan Chiellini. E Barella probabilmente lo far presto, perch le grandi sono da tempo sulle sue tracce.

Chiesa, sempre di corsa per crescere ancora

Tra 10 giorni compie 21 anni, ma Federico Chiesa gi protagonista con la Fiorentina e si sta ritagliando uno spazio sempre pi importante in azzurro. Intenso, elettrico, a volte un po’ arruffone, ma sempre generoso e presente nel gioco di Mancini, il figlio di Enrico promette di crescere ancora. Il tridente leggero scelto dal c.t. non riuscito a fare pi di un gol in due partite (per giunta con la complicit del portiere ucraino) ma Chiesa ci ha provato, con assist, cross, tiri, qualche giocata che poteva essere gestita meglio. I margini di miglioramento non mancano.

Bernardeschi, il leader del futuro

Era il giocatore pi in forma di questa Italia ed sicuramente uno dei pilastri su cui costruire il futuro della Nazionale: Bernardeschi lo ha dimostrato a Genova contro l’Ucraina, un po’ meno in Polonia dove i suoi movimenti da falso 9 comunque hanno aiutato i compagni negli inserimenti. Ma devo segnare ha detto Fede, che nella Juve gioca in una posizione pi esterna e ha iniziato alla grande la stagione, dimostrando una crescita esponenziale nell’ultimo anno, anche dal punto di vista atletico. Intanto Berna si tolto uno sfizio: segnare davanti al suo idolo di ragazzino, Andriy Shevchenko.

Lasagna il 9 che non ti aspetti

L’uomo che non ti aspetti, il centravanti che fino a qualche anno fa giocava in D, poi con la favola Carpi arrivato in A e adesso gioca a Udine. Lasagna ha debuttato proprio in Polonia nel finale e guarda caso l’Italia senza 9, appena ha avuto un centravanti in area per sporcare un pallone, riuscita a segnare: corner di Insigne, spizzata di Kevin e gol in spaccata di Biraghi. presto per capire se Lasagna avr un futuro in questa Nazionale, ma salta all’occhio la bocciatura di Immobile: Ho messo dentro Kevin perch pi bravo di testa ha detto Mancini, che gi aveva lasciato a casa Belotti e Balotelli. Per conquistare il Mancio, gli attaccanti dovranno sudarsela. E le sorprese come Lasagna partono alla pari degli altri, perch Super Mario a parte, le gerarchie sembrano azzerate.

Piccini: il riscatto dell’emigrante

Un altro Cristiano, ancora meno conosciuto in Italia rispetto a Biraghi. Piccini cresciuto nella Fiorentina, che non ha creduto fino in fondo nelle qualit di questo difensore alto quasi 190 centimetri. Lui partito dal Betis Siviglia, poi andato a giocare la Champions prima allo Sporting Lisbona (un anno fa annull Mandzukic contro la Juve) e ora al Valencia, anche se all’andata contro i bianconeri era in panchina. Mancini lo ha utilizzato nel finale sia contro l’Ucraina che contro la Polonia, per rimpiazzare Florenzi, stanchissimo. Piccini non assicura la stessa spinta, un difensore pi classico. Ma pu portare quella fisicit in pi che manca un po’ agli azzurri.

15 ottobre 2018 (modifica il 15 ottobre 2018 | 10:35)

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