Polonia-Italia 0-1, un gruppo orgoglioso nel gioco


L’idea di base controversa, non avere una punta di ruolo. evidente che manca ma anche chiaro che permette di giocare sempre in superiorit numerica. Non una soluzione definitiva, un aiuto ad andare avanti. Oggi cos, domani chi lo sa.

Ma un’Italia con due terzini che sono due esterni reali di centrocampo (Florenzi e Biraghi), pi un centravanti-ovunque che svaria secondo estro e intelligenza, porta il vantaggio di almeno due uomini in pi a costruire la manovra. A questo si sta aggiungendo l’arrivo nel gruppo di Verratti che raddoppia la qualit di Jorginho e l’insistenza di Barella. un’Italia che diventata orgogliosa nel gioco, vuole il pallone e cerca anche il difficile.

Manca chi semplifichi tutto, chi tiri in porta, ci sono molti istrioni in formazione, ma sembra davvero passato il tempo in cui non ne avevamo nessuno e ci mancavano. Comincia a essere chiaro anche il lavoro di Mancini. Direi che l’opposto di quello di Conte, pi manierato, meno cattivo, meno fanatico, con la stessa voglia di essere squadra, pi alla ricerca della propria diversit. C’ lo stesso coraggio. Conte lo dava mettendo tutto nella corsa, nella cattiveria. Mancini cercando continuamente il gioco anche da chi sa giocare meno.

Siamo sempre vicino alla zona retrocessione, non chiaro cosa porter questa formula con avversari migliori, capaci pi di noi di giocare la palla. Ma nel frattempo siamo forse tornati in strada, stiamo trovando la crescita di Bernardeschi e Chiesa, la prima maturit di Verratti e Jorginho, riusciamo a usufruire della diversit di Insigne e del gregariato alla Biraghi. Di sicuro senza questo grosso ritorno di Verratti nel ruolo non avremmo potuto trovare cos in fretta un gioco. Ha le stesse idee di calcio di Mancini, solo che gli servono due passaggi in pi. Ora sceso a uno. Verratti accanto a Jorginho tanta qualit, una differenza sicura. Ricominciamo?

14 ottobre 2018 (modifica il 14 ottobre 2018 | 23:34)

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