Più pasta italiana nel mondo: boom in Russia (+76%) e Olanda (+29%)


Rispetto a 20 anni fa, il mondo mangia sempre più pasta italiana. Secondo le elaborazioni di AIDEPI, l’associazione dei pastai, sono aumentati i Paesi destinatari (oggi quasi 200, +34%) della pasta ed è più che raddoppiata la quota export, da 740mila a oltre 2 milioni di tonnellate, più della metà della produzione. Germania, UK, Francia, USA e Giappone si confermano i Paesi più ricettivi verso la pasta italiana anche nel 2018, con un incremento delle esportazioni tra il 6 e il 12% nei primi 6 mesi dell’anno. Mentre le performance migliori dell’anno si registrano in Russia (+76%),Olanda (+29%), Arabia Saudita (+27%) e Australia (+16%).

I dati, pubblicati in occasione del World Pasta day del 25 Ottobre, saranno raccontati anche nella “capitale mondiale” della pasta: Dubai, città-mondo dove l’88% dei residenti è di origine straniera e dove si celebrerà il world pasta day di quest’anno. Nella prossima sede di EXPO 2020, centro nevralgico di turismo, commercio e ristorazione, la pasta guarda al suo futuro multiculturale con un evento a cui parteciperanno 250 delegati tra pastai, Istituzioni, rappresentanti della comunità scientifica e opinion leader del food per raccontare gusto glocal, plus nutrizionali, e sostenibilità della pasta. La scelta di Dubai è anche un omaggio al contributo della cultura araba all’invenzione del formato di pasta più famoso. Nella Sicilia araba del IX secolo nascono infatti gli Ittriyya, sottili fili di pasta essiccata che, perfezionati dai “Vermicellari” italiani, diventeranno poi i moderni spaghetti.

24 ottobre 2018 (modifica il 24 ottobre 2018 | 14:27)

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