Piccoli abusi, salta il condono L’eccezione delle zone terremotate


Salta un condono, ne spunta un altro. Nell’ultima bozza del decreto sblocca cantieri, che arriva domani in Consiglio dei ministri insieme alla delega per la riforma del Codice degli appalti, sparisce l’articolo 37 bis, che avrebbe permesso di regolarizzare senza alcuna sanatoria i piccoli abusi e le difformit edilizie minori negli edifici costruiti prima del 1977. La norma apparsa nel testo aveva creato nuove frizioni tra la Lega e il Movimento 5 Stelle, che ne hanno disconosciuto la paternit. Non c’ nessun condono, anche la Lega contraria ha detto il leader del M5S Luigi Di Maio. Non c’ condono, andiamo avanti conferma il sottosegretario al Lavoro, Massimo Durigon della Lega.

Case mobili dopo il sisma

Nel frattempo, dalla bozza del testo del decreto sul sisma di Catania, anche questo atteso nei prossimi giorni in Consiglio dei ministri, spunta a sorpresa un provvedimento che di fatto liberalizza l’attivit edilizia in buona parte del Centro Italia colpito dal terremoto. Nei centri dove la quota degli edifici che hanno subito danni gravi supera il 50% del totale, consentita l’installazione di strutture abitative temporanee ed amovibili, sul medesimo sito o altro terreno di propriet ubicato nel territorio dello stesso comune con qualsiasi destinazione urbanistica, su terreno anche non di propriet o su altro terreno su cui si vanti un diritto reale di godimento, dichiarato idoneo per tale finalit da apposito atto comunale.

Evitare l’abbandono

Il via libera a costruire ovunque dovuto alla necessit, si legge nella bozza, “di scongiurare fenomeni di abbandono del territorio”, e suona quasi come un’ammissione di impotenza del governo, di fronte a una ricostruzione sostanzialmente ferma. A due anni e mezzo dai terremoti del 2016 che hanno danneggiato 90 mila case nel cratere, ne sono state gi riparate appena 700.

Domani il decreto

L’accelerazione degli interventi per la ricostruzione post sisma, anche a Ischia e in Sicilia, ad ogni buon conto, prevista anche nell’ultimo testo del decreto sblocca cantieri da cui sparito il condono. Gli altri capisaldi sono l’attivazione dei commissari straordinari in presenza di difficolt nell’esecuzione delle opere, le procedure per gli affidamenti in caso di crisi di impresa e soprattutto le modifiche al Codice dei contratti pubblici. Tra queste ci sar anche l’innalzamento della soglia per le gare a procedura negoziata, pi semplici e rapide, da 150 a 300 mila euro. Dal testo, secondo le ultime indicazioni, sarebbe sparita una norma, anche questa discussa, sui subappalti.

Verifica sul piano Tria

Domani, insieme al decreto, arriver anche un disegno di legge delega per l’intera riforma degli appalti. E il Consiglio dei ministri dovrebbe essere occasione per fare il punto anche sul piano complessivo di rilancio che il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha messo a punto in vista del Def di met aprile. Nel piano, che esclude ogni ipotesi di manovra correttiva dei conti pubblici, oltre a nuove agevolazioni fiscali per favorire gli investimenti delle imprese, c’ anche il rilancio delle opere pubbliche che passa dallo snellimento delle regole sugli appalti. Con Tria che suggerisce di adottare una misura shock, come la procedura negoziata per tutte le gare inferiori a 5 milioni di euro.


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