Piano Inter: «Si cerca l’impossibile»: ottava vittoria per lanciare la rimonta sulla Juve


Sono due mesi che in campionato l’Inter vince sempre, però la Juventus resta lontana 6 punti. Sette successi consecutivi hanno gonfiato la classifica nerazzurri, l’ottavo contro l’Atalanta potrebbe riavvicinarli ai bianconeri, impegnati contro il Milan a San Siro. In fondo il Manchester United, passando 2-1 allo Stadium, ha mostrato che anche la Juventus sa perdere. Uno spiraglio di fiducia, in attesa di un miracolo per uscire dalla tirannia bianconera.

Luciano Spalletti è un realista, però non pone limiti alla sua Inter. «Loro sono i più forti e probabilmente vinceranno il campionato. Noi dovremo essere impeccabili e cercare di fare l’impossibile. A volte l’impossibile si è verificato. Spesso ci hanno messo mano le persone, gente che non molla mai e non la dà mai vinta a nessuno». Persone come Josè Mourinho, ex stregone nerazzurro e genio provocatore con quella mano vicino all’orecchio a prendersi gioco della sofferenza juventina. «Fa tutto parte dello spettacolo. Se si va a stuzzicare un leone, ci può stare che ruggisca», è l’amnistia di Spalletti per il collega dal dna nerazzurro.

Se la Juventus è un sogno lontano, l’Atalanta dell’avvelenato ex Gian Piero Gasperini è avversario rognoso e in gran forma, dopo l’ultimo tris di vittorie con Chievo, Parma e Bologna. «I nostri sette successi non ci danno diritto a nulla nella partita con l’Atalanta. Una striscia positiva è stata fatta anche l’anno scorso, ma sono le vittorie che ti fanno entrare nella storia», mette in guardia Spalletti. L’entusiasmo è un formidabile combustibile, «ma stiamo ben attenti a non fare confusione e a non stimolare la presunzione».

L’Inter si è abituata a vincere, soprattutto in trasferta dove ha raccolto quattro successi nelle ultime uscite. La difesa si è blindata, è la migliore della serie A e non prende gol da 298 minuti, Icardi segna con regolarità (anche se a Bergamo non ha mai realizzato una rete), tutti ottimi segnali che preoccupano Spalletti. «Sarà bene considerare l’Atalanta come il Barcellona, i rischi sono altissimi». Vincere è il solito obbligo, la rimonta non ammette soste. E in fondo i miracoli vanno cercati.

10 novembre 2018 (modifica il 10 novembre 2018 | 22:44)

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