Piano 4.0, la spinta della Nuvola Ma in pochi fanno formazione


Potremmo definirlo un bilancio in chiaroscuro, almeno a giudicare dalle risposte dei top manager delle aziende italiane. Due anni di Industria 4.0, il piano ideato dall’ex ministro dello Sviluppo Carlo Calenda che ha incentivato con la leva fiscale gli investimenti in innovazione e in acquisto di nuovi macchinari colmando un divario oggettivo con altri Paesi europei.

Gli executive (8 su 10), rileva un rapporto della societ di consulenza Deloitte, sono consapevoli dei cambiamenti tecnologici e il loro impatto sulla manifattura ma si dichiarano incerti sulle strategie da implementare. Per il 32% delle imprese italiane investire in tecnologie 4.0 fondamentale: tra le pi utilizzate Cloud computing (51%), mobile (64%) e robotica (29%). Ma soltanto il 18% degli investimenti destinato alla gestione delle risorse umane contro il 59% relativo allo sviluppo dei processi operativi.

Un’ammissione di colpevolezza, un segnale di allarme sulla necessit di ricalibrare le competenze del personale che rischia di essere vetusto con il progressivo sviluppo nell’interconnessione tra le macchine. L’Industry 4.0 rappresenta l’evoluzione industriale con cui tecnologie sempre pi intelligenti e interconnesse diventano parte integrante delle organizzazioni e della vita delle persone. Dalla rivoluzione delle tecnologie digitali scaturiscono cos nuove opportunit, ma anche rischi e incertezze che mettono in discussione lo status quo e il posizionamento competitivo sul mercato, rileva Michele Sabatini, partner Consulting di Deloitte.

In filigrana la necessit di valorizzare meglio le competenze anche in termini di aumento dei redditi. Gran parte delle aziende ha utilizzato gli incentivi del governo precedenti, confermati da questo esecutivo con una maggiore curvature sulle piccole imprese, per ridurre i costi aumentando cos la produttivit.

14 dicembre 2018 (modifica il 14 dicembre 2018 | 08:11)

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