Perché José Gimenez è il calciatore dell’anno 2018


Ha 23 anni, alto 1,85, pesa 80 chili. Dalle sue parti non si passa, perch cattivo il giusto. Del resto, a fianco dell’anziano Diego Godin, gioca in due delle squadre pi fastidiose da incontrare: l’Atletico Madrid e l’Uruguay.

Ma il 6 luglio 2018, al minuto 88 di Uruguay-Francia, quarto di finale al Mondiale russo, Jos Gimenez sta piangendo. Strano. Anche perch, di solito, a fine partita che si piange. Di gioia o di dolore. E infatti, oltre che in barriera aspettando il calcio di punizione di Griezmann, Gimenez sta piangendo in mondovisione perch la regia si accorta della stranezza e lo sta riprendendo in un primo piano che va sulle tv di tutto il mondo e sui maxischermi dello stadio di Nizhny Novgorod.

Jos piange perch magari da quella punizione arriver il terzo gol, ma comunque non cambierebbe niente. Per recuperare troppo tardi, e forse non neanche questione di tempo perch se sei questo Uruguay e vai a giocarti un quarto di finale contro questa Francia senza Edinson Cavani, puoi anche stare in campo due giorni interi, ma non vincerai mai.

E chiss, magari per questo che Jos Gimenez piange, per l’ingiustizia di un destino che ha mandato la Celeste (gi pi debole di suo) a giocarsi il passaggio in semifinale senza colui che era non solo il suo uomo pi in forma, ma anche quello che se messo di fianco al suo compagno Luis Suarez costringe chiunque a vivere preoccupato. Oppure Gimenez piange perch lui ci credeva per davvero al sogno mondiale, iniziato col suo gol all’Egitto a tempo scaduto. E se l’Uruguay sempre l a giocarsela con i migliori del mondo (letteralmente, visto come andr a finire quel Mondiale) nonostante la popolazione e i mezzi cos ridotti, dev’essere proprio per questa convinzione di poter arrivare l dove si pensa che sia impossibile solo se non si nati a est del Rio della Plata.

Il pianto di Gimenez continuer anche dopo il fischio finale. L’Uruguay non vincer il Mondiale e a consolare il difensore non baster il ricordo dell’Europa League conquistata meno di un mese prima con l’Atletico. Una coppa in minore, che non vede mai i suoi vincitori tra i papabili per un Pallone d’oro o la gloria eterna. Ma nella piccola memoria del calcio 2018, quelle lacrime versate su un campo di calcio a tempo non scaduto resteranno pi delle coppe alzate da altri.

30 dicembre 2018 (modifica il 30 dicembre 2018 | 13:04)

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