Pensioni d’oro, sparisce il taglio ma Di Maio assicura: «Arriverà» –


La manovra ancora deve iniziare il suo iter in Parlamento e già lo stesso governo annuncia delle modifiche. Luigi Di Maio conferma l’intenzione di introdurre il taglio delle pensioni d’oro, insieme anche a un non meglio precisato taglio «per i petrolieri» che dovrebbe consentire di aumentare i fondi per la scuola. Prevista anche qualche novità, rispetto a quanto già scritto nel testo della legge di Bilancio, sul fronte dell’editoria, interessata da tagli che scatteranno dal 2020. Reddito di cittadinanza e superamento della Fornero, insiste Di Maio, arriveranno invece per decreto entro fine anno, ma la Lega non esclude che si possa procedere sempre via emendamento alla manovra, almeno per ‘quota 100’.
 

– PENSIONI D’ORO, NON RICALCOLO MA CONTRIBUTO: ancora il punto di caduta non c’è anche perché obiettivo M5S è ricavare «il più possibile». Il target già era 1 miliardo in tre anni che al momento resterebbe difficile da raggiungere. Per evitare di incappare nell’incostituzionalità si è virato non su un taglio vero e proprio degli assegni ma su un ‘contributo di solidarietà’ a tempo, probabilmente di 5 anni. Un prelievo che avrebbe diverse aliquote, ferma restando la soglia minima di 90mila euro lordi, cioè 4.500 euro netti. Gli assegni già calcolati con il contributivo potrebbero essere esentati. Da vedere se arriverà emendamento dei relatori o della commissione Lavoro, che ha lavorato finora su analoga proposta di legge.

– TAGLI AI PETROLIERI PER ALZARE STIPENDI PROF: altro pallino del Movimento quello di far ‘pagare le lobby’. Dopo banche e assicurazioni entrano nel mirino i petrolieri. Da capire se si pensa di intervenire su royalties, permessi e concessioni per la ricerca, l’estrazione e lo stoccaggio di idrocarburi – magari entro una più generale revisione delle concessioni annunciata dopo il crollo del ponte Morandi di Genova – o sui vari incentivi già classificati come ‘dannosi per l’ambientè, che valgono circa 16 miliardi di sgravi per carbone e petrolio. Al momento tagli per il 2019 non ce ne sono mentre è prevista l’introduzione, con un collegato alla manovra della cosiddetta ‘Ires verdè. Le risorse dovrebbero andare a scuola, università e ricerca, non solo per migliorare l’offerta formativa ma anche per aumentare gli stipendi degli insegnanti.

– TAGLI A EDITORIA, MA SI CERCA TUTELA PER TESTATE LOCALI: la manovra prevede alcune riduzioni di contributi e di agevolazioni tariffarie, come quelle per spese telefoniche, postali e di spedizione dei resi, che scatteranno dal 2020 e faranno risparmiare allo Stato 28,2 milioni l’anno. L’ulteriore intervento, viene spiegato, potrebbe orientarsi alla tutela delle testate locali, anche perché altrimenti il taglio difficilmente troverebbe l’accordo della Lega.

– DECRETO DI NATALE PER REDDITO E PENSIONI: le due misure simbolo, uscite dal perimetro della manovra, potrebbero anche rientrare in corsa. Per ‘quota 100’ si stanno ancora studiando bene le finestre (possibile una sola per gli statali) ma la misura è delineata e potrebbe contenere anche la ‘pace contributivà per coprire eventuali buchi di carriere discontinue e un taglio da 600 milioni del contributo Inail a carico delle aziende. In arrivo anche una ‘norma Alitalià per consentire al comparto volo l’uscita con 7 anni di anticipo. Per il reddito invece ancora vanno definite platea e modalità di accesso. Il beneficio dovrebbe scattare da marzo. L’assegno dovrebbe essere legato all’Isee e decurtato per chi possiede la prima casa. Agli imprenditori che assumeranno chi incassa il sussidio potrebbe andare uno sconto di 2.340 euro.

 


Venerdì 2 Novembre 2018, 16:41 – Ultimo aggiornamento: 02-11-2018 20:08
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