Paris vince la discesa a Kitzbuehel Quarto successo sulla mitica Streif


Viene giù la neve in Austria, tanta, viene giù l’Italia. Forte, imprendibile, Dominik Paris trionfa nella discesa di Kitzbühel. Sui muri ghiacciati il gigante della Val d’Ultimo è un martello capace di fermare il cronometro su tempi impossibili. Le suona a tutti e sono percussioni violente come la musica heavy metal della sua band, i «Rise of Voltage». Si mettono in fila per stringergli la mano: ci sono anche l’ex capo della F1 Bernie Ecclestone, sempre presente alla gara degli uomini jet, e l’ex ferrarista, ma «Domme» anche in versione «fast and furious» parla sempre poco ma corre tantissimo.

E’ il quarto successo sulla Streif, la pista che sta alla discesa come Wimbledon sta al tennis, come il Maracanà al calcio: per tre volte si è imposto sulla velocità pura (2013, 2016 e oggi) e un’altra in superG (2015). Roba da duri, come gli altri capolavori a Bormio sulla Stelvio. E oggi lo era ancora di più visto che nelle ultime ore sono caduti due metri di neve a Kitzbühel, anche se poi il cielo «punendo» Christof Innehofer che si vede togliere un podio già prenotato da Otmar Striedinger, partito da Vienna, con il n°27.

In realtà sembrava tutto già scritto molto prima quando il campione di specialità, lo svizzero Beat Feuz sceso con il pettorale n° 7, aveva superato la trappola per topi «Mausefalle» per poi allungare sull’«Hausbergkante», il terribile tratto finale. Poi è arrivato Dominik a sconvolgere gli equilibri, recuperando con il suo coraggio e la sua mole (pesa 97 kg) per chiudere davanti di 20 centesimi con un’accelerazione vertiginosa negli ultimi 400-500 metri.

25 gennaio 2019 (modifica il 25 gennaio 2019 | 13:46)

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