Padoan: «Sentiero strettissimo per il Def». E Brunetta avverte: «Se Tria lascia spread a 500»


«Il sentiero per il Def è strettissimo, perché la crescita è zero se non negativa e la finanza pubblica è peggio di quella di due mesi fa». È quanto ha sostenuto l’ex-ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, parlando questa mattina con i giornalisti a margine del Workshop Ambrosetti Lo scenario dell’economia e della finanza in corso a Cernobbio (Como). Sull’«operazione verità» sui conti, invocata dal suo successore Giovanni Tria, Padoan si augura che «il Def sia veritiero e che quindi non ci sia bisogno di operazioni verità, ma che la verità ci sia da subito».

Poco dopo, in una pausa dei lavori, l’ex-ministro della funzione pubblica e attuale capogruppo alla Camera di Forza Italia, Renato Brunetta, ha detto che «se lascia il ministro Tria, l’unico serio e competente di questo Governo, lo spread può salire a 500 punti». Inoltre secondo Brunetta il decreto crescita «è un raggiro, un imbroglio, un riciclaggio di norme e coperture». Più cauto Padoan: «Quando lo vedrò e si leggeranno i provvedimenti potrò avere una opinione». Tuttavia «da quello che si legge – ha aggiunto – si tratta di reintrodurre misure introdotte dai governi precedenti, poi tolti appena arrivato il nuovo Governo, e adesso rimesse dentro», in altre parole, «l’ennesima inversione a U di questo Governo le cui conseguenze sono un ulteriore rinvio della crescita del Paese».

Intanto, l’Istat nella Nota mensile sull’andamento dell’economia riferita al mese di marzo registra segnali positivi dal Pil, anche se permangono debolezze. «Le prospettive dell’economia internazionale restano caratterizzate dalla presenza di rischi al ribasso», scrive l’Istat. «Il processo di Brexit è rimasto incompiuto e i negoziati tra Stati Uniti e Cina sono ancora in corso. Nonostante alcuni segnali positivi, i dati congiunturali descrivono complessivamente una fase di debolezza dell’economia italiana». L’indice della produzione industriale, segnala l’Istituto di statistica, è tornato a mostrare segnali di vivacità, in presenza di un miglioramento degli ordinativi. Prosegue inoltre la fase di stabilità sul mercato del lavoro ma torna ad aumentare la disoccupazione. Il reddito disponibile lordo delle famiglie consumatrici si è ridotto e il miglioramento dei consumi è stato raggiunto attraverso un’ulteriore flessione della propensione al risparmio.


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