Ora legale, risparmi per 100 milioni all’anno. Ma con i condizionatori non è più l’Italia degli anni ‘70


Nell’immaginario di tutti — ma anche per gli effetti concreti che produce — l’ora legale nasce per ridurre i consumi di energia elettrica. Del resto, prima che venisse adottata definitivamente per legge nel 1966, in Italia fu utilizzata come misura di guerra nel 1916 e poi dal 1940 al 1942. Ma quanto fa risparmiare un’ora in pi di luce in termini di risparmio di energia elettrica? Secondo quanto rilevato da Terna, la societ che gestisce la rete elettrica nazionale, dal 25 marzo 2018, grazie proprio a quell’ora quotidiana di luce in pi che ha portato a posticipare l’uso della luce artificiale, l’Italia ha risparmiato complessivamente 554 milioni di kilowattora (quanto il consumo medio annuo di elettricit di circa 205 mila famiglie), un valore corrispondente a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 290 mila tonnellate. Considerando che nel periodo di riferimento un kilowattora costato in media al cliente domestico tipo circa 20 centesimi di euro al lordo delle imposte, il risparmio economico per il sistema relativo al minor consumo elettrico nel periodo di ora legale per il 2018 stato pari a circa 111 milioni di euro. Nel 2017 era stato analogo, 110 milioni, per la precisione.

Dal 2004 (da quando Enel cedette il controllo di Terna con la quotazione in Borsa) al 2018 il minor consumo di elettricit per il Paese dovuto all’ora legale stato complessivamente di circa 9 miliardi e 100 milioni di kilowattora (quantitativo equivalente alla richiesta di energia elettrica annua di una regione come la Sardegna) e ha comportato in termini economici un risparmio per i cittadini di circa 1 miliardo e 545 milioni di euro. La media annua degli ultimi 15 anni, quindi, non si discosta dai 100 milioni di risparmi. indubbio, per, che l’Italia del terzo millennio non pi quella degli anni ‘60-’70 in cui l’ora legale venne istituita: nel tempo, ai risparmi potenziali (perch di questo si tratta: stime su quanto si sarebbe consumato in pi con un’ora di luce in meno) per il minor utilizzo della luce artificiale, si sono dovuti sottrarre i consumi pi elevati per il maggior utilizzo dei condizionatori. Oggi sempre pi diffusi e sempre meno costosi, quindi pi facilmente accessibili per tutti e per qualunque ambiente. Del resto, anche il fatto che i maggiori risparmi di energia elettrica — sempre secondo Terna — si registrano nei mesi di aprile e ottobre lo testimonia: nei mesi estivi come luglio e agosto, i pi caldi, il risparmio in termini di consumi fa registrare risultati meno evidenti. Pi saranno diffusi i condizionatori, meno risparmi si avranno in termini di consumi di elettricit soprattutto nelle aree pi calde del Paese. Anche perch gli italiani, una volta abituatisi a una comodit, difficilmente vi rinunciano.


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