«Non le ho dato io la droga» –


Si difende il pusher arrestato nell’ambito delle indagini sulla morte della 16enne Desirée di Cisterna di Latina: «Non le  ho dato drogae non ero lì quella notte». Lo ha detto Marco Mancini, nel corso dell’interrogatorio di garanzia a Regina Coeli, durato quasi due ore. L’uomo, 36 anni, difeso dall’avvocato Gabriele Galeazzi, ha negato ogni addebito respingendo le accuse e affermando che la notte in cui la ragazza è morta, tra il 18 e il 19 ottobre, non si trovava nello stabile abbandonato in via dei Lucani, nel quartiere San Lorenzo a Roma.

Intanto ha respinto tutte le accuse, a cominciare da quella di aver partecipato all’omicidio, Yusif Salia il ghanese di 32 anni catturato il 26 ottobre scorso in una baracca abusiva che si trova nel ghetto di Borgo Mezzanone, nel Foggiano. Stamattina il ghanese è stato interrogato per più di un’ora nel carcere di Foggia dal Gip Carmen Corvino su richiesta di rogatoria del gip di Roma Maria Paola Tomaselli che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare per concorso in omicidio volontario, violenza sessuale e spaccio di droga. Salia avrebbe riferito di aver avuto con Desirée, che sapeva essere 20enne, un rapporto sessuale consensuale, la sera del 18 ottobre, il giorno prima del delitto.

«Yusif – ha precisato uno degli avvocati di Salia Margherita Matrella – sapeva che Desirée aveva vent’anni. Quella sera del 18 ottobre sono entrati mano nella mano nel container di via dei Lucani. Poi, una volta all’interno, hanno consumato un rapporto sessuale consensuale».

Quando ha saputo che Desirée era morta «Salia sarebbe scoppiato a piangere». Lo ha detto uno dei legali di Yusif Salia, Margherita Matrella, ricostruendo quanto detto al gip dal suo assistito, il ghanese di 32 anni catturato il 26 ottobre scorso in una baracca abusiva che si trova nel ghetto di Borgo Mezzanone, nel Foggiano. Il 32enne, difeso dagli avvocati Margherita Matrella e Giovanni Vetritto, ha fornito una propria versione dei fatti rispondendo alle domande del giudice. Yusif Salia ha raccontato di aver conosciuto Desirée per il tramite di una ragazza congolese che frequentava lo stabile abbandonato del quartiere San Lorenzo. Subito dopo, emergerebbe dall’interrogatorio, Yusif Salia avrebbe invitato Desirée ad andare via, a seguirlo perché doveva partire per Frosinone dove avrebbe incontrato un amico. «Lei ha rifiutato l’invito rispondendogli di essere troppo stanca» – ricostruisce Margherita Matrella. Salia avrebbe appreso del decesso di Desirée solo il giorno seguente. «Tornato a Roma, il 19 ottobre, alcuni spacciatori e prostitute che frequentano il palazzone lo hanno informato della morte della sedicenne. Salia sarebbe anche scoppiato a piangere», ha aggiunto il legale.


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