Nexi ipo: quotazione in Borsa martedì a 9 euro


Sar la quotazione in Borsa a Milano pi grande del 2019: quella di Nexi, la societ di pagamenti elettronici (nata dalle vecchie Cartas e Icbpi) che esordir alle negoziazioni a Piazza Affari marted 16, con un valore di 7,3 miliardi di euro come enterprise value e una capitalizzazione iniziale di 5,7 miliardi di euro, collocandosi tra i gruppi quotati pi grandi d’Italia. E da marted sar la maggiore quotazione al mondo avvenuta nell’anno, anche se la gi annunciata quotazione di Uber da circa 100 miliardi di dollari conquister a maggio il podio delle quotazioni pi grandi.

Il prezzo delle azioni Nexi in vendita stato fissato a 9 euro, dopo aver ricevuto da 340 investitori di tutto il mondo richieste di acquisto pari a 5,4 miliardi di euro — il collocamento riservato agli istituzionali, non previsto una quota per i risparmiatori. Sul listino andr un terzo dell’azienda — il 35,6% del capitale — con 223 milioni di azioni, pari a 2 miliardi di euro di controvalore iniziale.

Una nota della societ evidenzia che dei 340 investitori che hanno fatto richiesta di acquistare le azioni, pi di 100 investitori sono nazionali, a conferma dell’attenzione riconosciuta alle prospettive dei pagamenti digitali nel nostro Paese e del ruolo e della rilevanza di Nexi nello sviluppo del settore.

A vendere le azioni sono i soci Mercury UK Holdco Ltd (cio il veicolo dei fondi d’investimento che tre anni fa hanno rilevato la societ), cui andranno 1,1 25 miliardi di euro (che potranno salire a 1,427 miliardi in caso di esercizio della cosiddetta green shoe) e Banco BPM, Banca Popolare di Sondrio, Banca di Cividale, Credito Valtellinese e Iccrea Banca, alle quali andr un corrispettivo totale di 185,6 milioni di euro. Altri 684,1 milioni di euro dell’Ipo entreranno in Nexi in aumento di capitale e serviranno in parte a ridurre l’indebitamento finanziario del gruppo. I fondi di Mercury — Clessidra, Advent International, Bain — resteranno comunque azionisti di maggioranza assoluta tra il 57,3% e il 62,6%, in base all’esercizio o meno della green shoe da parte delle banche del collocamento. Per loro, in tre anni, si tratta di un ritorno pari a tre volte il capitale investito inizialmente: a fine 2015 avevano comprato Icbpi per 2,15 miliardi di euro.

Nutrita la platea delle banche d’affari e degli advisor per questo maxi collocamento, cui andranno commissioni tra 45,5 e 52,4 milioni di euro: BofA Merrill Lynch, Banca Imi (Gruppo Intesa Sanpaolo), Credit Suisse, Goldman Sachs International, e Mediobanca hanno agito in qualit di Joint Global Coordinator e Joint Bookrunner, Banca Akros, Barclays Bank, Citigroup, Hsbc, Mps Capital Services, Ubi, Ubs UniCredit Corporate & Investment Banking hanno agito in qualit di Joint Bookrunner, mentre Bper Banca ha agito in qualit di Lead Manager. Imi e Akros hanno agito, inoltre, in qualit di sponsor ai fini della quotazione. Evercore ha operato in qualit di advisor finanziario di Nexi nel contesto dell’offerta. BonelliErede e Linklaters hanno fornito l’assistenza legale a favore della societ, rispettivamente, per gli aspetti di diritto italiano e per quelli di diritto americano e inglese. Lombardi Segni e Associati e Latham & Watkins hanno fornito l’assistenza legale a favore dei Joint Global Coordinator e dei Joint Bookrunner, rispettivamente, per gli aspetti di diritto italiano e per quelli di diritto americano e inglese. Pirola Pennuto Zei & Associati ha seguito i profili fiscali dell’operazione di quotazione. Kirkland & Ellis ha fornito l’assistenza legale a favore di Mercury UK per gli aspetti di diritto inglese e relativi al finanziamento. Nell’ambito del contratto di finanziamento, Banco Bpm ha agito in qualit di Ipo Credit Facilities Coordinator, mentre Ubi. ha agito in qualit di ipo rating advisor.


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