Nemo, le strisce bianche del pesce pagliaccio sono segnali per riconoscersi


C’ una ragione precisa se i pesci pagliaccio che popolano le barriere coralline, resi celebri dalla pellicola Alla ricerca di Nemo (Pixar Animation Studios, 2003, vincitore del premio Oscar 2004 come miglior film d’animazione), hanno grandi strisce bianche: grazie ad esse possono riconoscersi in mezzo ad altre specie. La ricerca del Consiglio Nazionale francese della Ricerca Scientifica (Cnrs), pubblicata sulla rivista Bmc Biology, ha studiato nel dettaglio lo sviluppo delle strisce sul corpo dell’Amphiprion ocellaris — come conosciuto a livello scientifico — e il loro ruolo fondamentale nell’organizzazione sociale. Gli scienziati hanno analizzato la storia evolutiva di questo animale, scoprendo che le tre linee presenti nel pesce pagliaccio erano presenti anche nel primario antenato. Le strisce devono la loro colorazione alla presenza di cellule pigmentate, chiamate iridofori, che contengono dei cristalli riflettenti, e che compaiono nell’arco temporale che intercorre tra lo stadio larvale e la giovent. Il loro sviluppo inizia dal principio della testa, per poi terminare vicino alla coda. Alcune linee possono, anche scomparire seguendo il verso contrario rispetto a quello della loro apparizione, tra l’adolescenza e l’et adulta, come riporta The Hindu Times.

Il rapporto con gli anemoni

Studiando le circa 30 specie di pesce pagliaccio presenti in natura, i ricercatori hanno dimostrato che i singoli usano le strisce per distinguere i loro simili dagli esemplari di altre specie. Questa particolare tipologia di pesce presente soprattutto le barriere coralline nei bassi fondali dell’Oceano Indiano e del Pacifico. anche chiamato pesce anemone per il rapporto di simbiosi che instaura con questo organismo che gli offre dimora. In cambio di protezione si occupa della pulizia dell’ospitante da diversi parassiti e intrusi.

6 settembre 2018 (modifica il 18 settembre 2018 | 12:24)

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