Nell’«inferno bianco» a -20 gradi per provare le gomme dei record


Ivalo (Finlandia) Un vento tagliente solleva la neve in un vortice di polvere bianca che scintilla sotto i raggi del sole artico, già alto alle nove del mattino. Oggi è una bella giornata a White Hell, l’inferno bianco, come lo hanno battezzato quassù. E fa caldo: solo – 25 gradi. Una temperatura «mite» per questo angolo di terra all’estremo nord della Finlandia, dato che nel 1999 qui si registrò la minima record di -52 gradi centigradi, e per due settimane la temperatura diurna di assestò sui -40. Siamo nel cuore della Lapponia, la terra dei Sami, fino agli Anni ‘50 popolazioni nomadi e tuttora legati alla pesca, alla caccia e all’allevamento delle renne. Tra questi paesaggi da favola (ci troviamo 287 km oltre il paese di Babbo Natale) si snodano le piste di prova del produttore di pneumatici più a Nord del mondo, Nokian Tyres. Collocato ben oltre il Circolo Polare Artico, l’impianto di White Hell ha 30 circuiti dove ogni anno — tra novembre e maggio — vengono testati circa 20 mila pneumatici, nelle condizioni meteo più proibitive (protratte per circa 200 giorni) che si possano immaginare. Basti pensare che in primavera, nella arco della stessa giornata, l’escursione termica può essere anche di 40 gradi.

Nelle terre del Dio del Tuono

La strada che dall’aeroporto di Ivalo conduce alle piste di collaudo di Nokian Tyres si snoda tra colline coperte di conifere, betulle e boscaglia, ora coperte di neve. Per chilometri c‘è solo natura, rare le case: il cartello blu a un bivio segnala una fattoria con allevamento di husky. Percorriamo in parte la E75, che da qui porta a Inari in appena 36 chilometri, costeggiando l’omonimo lago. Lo «Inarijärvi», detto anche il mare dei Sami, formatosi ben 70 milioni di anni fa, è il terzo lago più grande e il secondo lago più profondo della Finlandia. D’estate la sua superficie brillante è punteggiata dal verde di circa 3.300 isolette: la più importante è Ukonsaari, sulla quale si conserva la «pietra di Ukko», utilizzata come luogo sacrificale dagli antichi abitanti della zona per fare offerte al Dio del Tuono. Lasciamo la statale per una strada più piccola e innevata e arriviamo a un grande portale aperto su una infinita recinzione (serve ad evitare che le renne provochino incidenti sulle piste di prova): la scritta annuncia che stiamo entrando a White Hell. Sullo sfondo si notano tre dei laghi ghiacciati che ospitano le piste più impegnative. Ogni inverno, ad Ivalo, Nokian Tyres deve «ricostruire» le piste che in tarda primavera si sciolgono, letteralmente, a causa delle temperature della breve estate artica. Ma oggi sono in condizioni perfette. Nel senso che presentano tutte le variabili che rendono difficile, talvolta quasi impossibile, la guida sulle strade invernali del centro e nord Europa. Gli ingegneri collaudatori del centro Nokian ci dividono in gruppi, per affrontare tre diversi tipi di prove, con diversi modelli di auto.

Hakkapeliitta: i cavalieri finnici di Re Gustavo

La prova è semplicemente rivelatrice: per chi fino a ieri aveva sentito parlare di Nokian Tyres come dell’azienda che inventò (nel 1934) gli pneumatici da neve, salire su una Audi A4 gommata con il nuovo WR Snowproof è davvero una sorpresa. In positivo. Sul circuito del secondo lago, più ricco di curve e gimcane, proviamo la tenuta con diversi veicoli, incluse alcune Audi Q5 e un gigantesco pick-up Volkswagen Amarok che montano pneumatici Hakkapeliitta LT3, uno dei modelli Nokian Tyres più venduti tra la serie di chiodati e non chiodati studiati per la Scandinavia e per zone artiche in generale. Il nome di queste rivoluzionarie gomme è preso in prestito dalla storia: gli Hakkapeliitta erano i feroci cavalieri finnici al servizio di Re Gustavo di Svezia durante la Guerra dei Trent’anni. E il nome derivava dall’urlo di battaglia che scatenava i loro terribili attacchi: «Hakkaa päälle!», letteralmente: «Fateli a pezzi !»

Il drifting a 100 km/h dell’ex rallysta

Ma torniamo alle prove di White Hell: quella sul lago piccolo mette a confronto le tre tipologie principali della vasta gamma di pneumatici Nokian (che comprende non solo i nuovi Snowproof e gli Hakkapeliitta, ma anche gli apprezzati WR Suv 4): summer, winter, winter chiodato. Dopo la difficile guida con il summer, decisamente più adatto al bagnato e alle condizioni estive, sorprende la tenuta sul ghiaccio del winter. Scontata la massima affidabilità del chiodato, che pure conta su una tecnologia esclusiva Nokian. La sensazione di sicurezza che regala il winter di Nokian si trasforma in una specie di euforia quando, sul lago più grande, proviamo gli pneumatici alla guida di una Audi RS4 (otto cilindri aspirato) le cui prestazioni sportive potrebbero indurre un neofita ad esagerare su neve e ghiaccio. E così è. I piloti spingono le auto alle massime prestazioni: un ex rallysta ci fa fare alcuni giri ai 90-100 orari in drifting, in derapata sul ghiaccio e sulla neve gelata. Le quattro ruote sembrano aggrappate al fondo stradale e la tenuta perdona molti degli errori più banali.

Il battistrada direzionale con disegno simmetrico a V

La sicurezza, d’altronde, è da sempre al centro della filosofia di Nokian Tyres. E quanto alla tenuta laterale, se in genere aumentando la velocità sulle strade innevate, ghiacciate, coperte di poltiglia nevosa o fango ci si confronta con un deciso calo della presa delle gomme, qui tutto sembra smentire l’esperienza. Il nostro test a White Hell dimostra una aderenza sorprendente, grazie anche al fatto che gli nuovi pneumatici invernali Nokian sfruttano la combinazione di un sistema brevettato di lamelle, una particolare mescola e un battistrada direzionale con disegno simmetrico a V (il Concept Climate Grip). Non bastasse, da un paio d’anni, Nokian ha sviluppato un nuovo tipo di bordo per le sue gomme: la sicurezza è aumentata dall’impiego della tecnologia «Aramid Sidewall»: in pratica il fianco dello pneumatico contiene una fibra aramidica che lo rende resistente agli urti.

La rinuncia ai chiodi retrattili e le nuove mescole

Roba da James Bond, come le gomme con chiodi a scomparsa che la casa finlandese aveva presentato cinque anni fa. Un prototipo, l’Hakkapeliitta 8 SUV, poi rimasto nel cassetto causa gli eccessivi costi di trasformazione delle auto destinate a montarlo, per far sì che il sistema fosse attivabile con un pulsante dall’abitacolo. Invece, la grande azienda ha spinto ancora di più sulla ricerca nelle mescole: è nata così la Alpine Grip, un altro dei segreti alla base dalla grande aderenza dei Nokian WR Snowproof . E’ vero che nelle auto moderne la sicurezza è garantita anche da sofisticati computer di bordo, ma — come spiega il Development manager Marko Rantonen —, i materiali e il design del WR Snowproof «garantiscono il grip necessario per le situazioni più estreme di guida anche prima che i sistemi di sicurezza elettronica si attivino».

La sostenibilità e le emissioni di CO2

«I nostri test su neve e ghiaccio sono una parte essenziale del lavoro di ricerca e sviluppo perché le proprietà di uno pneumatico non possono essere ottimizzate solo attraverso la simulazione al computer», spiega Matti Suuripää, manager del Testing Centre di Nokian Tyres. Tanta ricerca non dimentica, poi, uno dei mantra fondamentali della cultura finlandese: il rispetto per l’ambiente. Per questo si lavora ad una produzione sempre più sostenibile (Nokian Tyres è stato il primo costruttore al mondo ad utilizzare oli purificati a basso livello di aromaticità), raccontata a operatori e clienti sul sito dell’azienda, con periodici «sustainability reports» che sottolineano la «responsabilità ambientale» in termini anche sociali ed economici. Tra i progetti più ambiziosi c’è quello di ridurre le emissioni di Co2 degli stabilimenti di Nokia e Vsevolozhsk del 20% entro il 2020 e del 30% entro il 2030. Ed entro l’anno prossimo entrambi i centri di produzione dovrebbero riciclare o destinare al riuso il 100% degli scarti di produzione.

Il controllo del fattore usura

Il produttore di pneumatici più a Nord del mondo ha arruolato ad Ivalo collaudatori esperti che portano le prestazioni degli pneumatici al limite in test rigorosi. Se funziona quassù, nelle condizioni più impegnative del pianeta, il prodotto risulterà affidabile ovunque. Ma non basta, perché tra i fattori che rendono sicura la gommatura di un’auto ce ne è uno troppo spesso trascurato: il controllo dell’usura. Per evitare sorprese, Nokian ha inserito nel battistrada dei propri prodotti un «Indicatore di sicurezza di guida» (DSI) brevettato: un piccolo simbolo con un fiocco di neve (si chiama Indicatore di sicurezza invernale WSI) rimane visibile fino a quando la profondità della scanalatura è di quattro millimetri. Se il fiocco di neve si consuma e va scomparendo, diventa consigliabile l’acquisto di nuovi pneumatici invernali. E chi alla fine di questo inverno dovesse capire che è ora di cambiare gommatura avrà a disposizione dal prossimo autunno il WR Snowproof (oltre alle winter Nokian WR D4 e Nokian WR A4), prodotto in ben 5 categorie di velocità massima: Q (160 km/h), T (190), H (210), V (240) e W (270).

Lapponi e turisti in slitta nei luoghi della corsa all’oro

I test dentro i 700 ettari di White Hell sono conclusi. La quarta prova è sulle strade della regione. Una decina di chilometri a sud del Lago Inari, un gruppo di auto gommate per le condizioni meteo più estreme, sfreccia nella campagna di Koppelo e poi tra boschi di pini, betulle e abeti (nella zona sopravvive un pino che avrebbe più di 500 anni), mentre un Sami scorrazza un turista in una slitta trainata da cani husky. Si viaggia tra altri laghi e fiumi ghiacciati: il più importante è proprio l’Ivalo (Ivalonjoki) che nel 1870 fu protagonista di una epica corsa all’oro. Il pranzo viene servito in una grande casa di legno dal tetto basso, intorno al fuoco che arde. Fuori, ci sono un igloo e alcune Kota, le tipiche tende Sami. Poco oltre, l’area delle saune, con tanto di tinozze per il bagno nell’acqua calda in mezzo alla neve e un grande buco nel ghiaccio: serve per tuffarsi nelle gelide acque dopo la sauna. Un’esperienza per temerari.

Il boom dei pernottamenti

Questo è il profondo nord della Finlandia regina degli sport invernali: trainato anche dalle vittorie dei suoi team di sci di fondo (7 Coppe del Mondo conquistate), negli ultimi trent’anni il turismo ha avuto un boom considerevole. Qui si registrano ogni anno 2,6 milioni di pernottamenti di visitatori stranieri, e almeno 7 mila persone lavorano in alberghi e agenzie che offrono di tutto: dal tour delle saune (in Finlandia ce ne sono 1,5 milioni su 5,5 milioni di abitanti) alle gite in motoslitta. Ivalo è famosa tra i turisti sia per gli sport invernali — dallo sci nordico a quello alpino, dallo snowboard alle slitte con cani o renne — sia per quelli estivi: trekking (Nokian Tyres è sponsor dei World Orienteering Championships), pesca, canoa, mountain bike, arrampicate. Nella fascia settentrionale della Lapponia finlandese, il benessere delle popolazioni locali dipende anche dagli introiti degli affari legati alla vicina stazione sciistica di Saariselkä (a mezz’ora da qui). Ma anche al passaggio dei tanti turisti diretti — attraverso la foresta lappone e la tundra del Finnmark — all’Oceano Artico e a Capo Nord. Ma questo è un altro viaggio.

26 marzo 2019 (modifica il 26 marzo 2019 | 18:16)

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