Nei negozi digitali paghi ora e ritiri più tardi


La nuova frontiera dei negozi sempre pi digitale. E i prodotti sempre pi su misura: si entra, si prova un paio di scarpe e lo si personalizza con un configuratore, per poi farselo recapitare a casa. La spesa, poi, si fa online, ma si ritira al supermercato dopo il lavoro o la domenica. O meglio, una domenica ogni due, se la legge sulle aperture domenicali a settimane alterne passer l’esame dell’Aula. C’era stata una timida ripresa dei consumi, ma non eravamo ancora tornati ai valori precrisi — dice Valentina Pontiggia, direttore dell’Osservatorio innovazione digitale nel retail del Politecnico di Milano —. La norma, che prevede l’apertura per 26 domeniche su 52 e la chiusura degli esercizi commerciali nelle 12 festivit nazionali, ridurrebbe le occasioni d’acquisto e metterebbe a dura prova i negozianti. Penalizzando anche l’e-commerce, perch vieta le consegne nei giorni festivi: Il commercio elettronico ormai un’opportunit per i negozianti che lo stanno integrando con lo shopping fisico.

Coop sta sperimentando tra Lombardia e Liguria un particolare click and collect, clicca e ritira. Abbiamo installato degli armadietti digitali a varie temperature che possono contenere la spesa, dai surgelati ai prodotti da banco — dice Luca Setti, direttore Consumer electronics e ecommerce —. Il cliente acquista in Rete e poi, con un codice, ritira la spesa gi pronta. Due obiettivi: accelerare i tempi e dare pi informazioni sui prodotti. Per questo la catena sta sperimentando anche l’uso degli smartphone per il self scanning, la scansione dei codici dei prodotticon eventuale pagamento finale automatico; e dei monitor interattivi nei punti vendita. La spesa complessiva in digitale dei top retailer — i 300 maggiori dettaglianti italiani considerati dallo studio — per ancora bassa: supera di poco, in media, l’1% del fatturato ed passata dal 20% del totale degli investimenti annuali nel 2017 al 21% nel 2018.

In Italia abbiamo circa due volte e mezzo le imprese commerciali del Regno Unito e 1,6 volte quelle della Germania, ma sono aziende pi piccole — dice Pontiggia —. Qui, in media, un negozio ha tre dipendenti e fattura 300 mila euro l’anno, quando in Germania ha dieci dipendenti e genera circa 800 mila euro all’anno, il Regno Unito ha 13 persone con 1,25 milioni di ricavi. La frammentazione del commercio al dettaglio pu condizionare l’innovazione digitale: servono pi formazione e cultura sulle soluzioni che aiutano i piccoli.

Secondo l’Osservatorio, gli investimenti digitali dei negozianti valgono in Italia un paio di miliardi e crescono del 15% all’anno. Dove si sono indirizzati nel 2018? Innanzitutto nei sistemi per accettare i pagamenti innovativi ( 33%), quindi nelle soluzioni a supporto della fatturazione elettronica (27%). Poi nei sistemi di cassa evoluti e nel mobile pos (24%); nell’automazione delle vendite tradizionali o nello sviluppo di quelle online in negozio (22%); e nei sistemi per l’accettazione di coupon e programmi fedelt ( 21%). Fino al monitoraggio dei clienti in negozio (19%) e alle vetrine intelligenti (16%).

Nell’abbigliamento, Marina Militare ha inaugurato un negozio con camerini intelligenti e chioschi digitali. Bershka ha ridisegnato lo shopping grazie all’utilizzo combinato di app e specchi smart (si cambia la taglia e il colore con un gesto). E Miroglio ha scelto l’innovazione dietro le quinte. Ottimizziamo l’attivit di negozio a favore del cliente finale — dice Leonardo Ranieri, capo del Miroglio innovation program —. Abbiamo taggato tutti i capi con l’etichetta elettronica Rfid, leggibile anche da lontano: consente di fare l’inventario di tutti i prodotti in pochi minuti passando una specie di pistola nell’aria, fa da antitaccheggio senza pinze e porta logiche tipiche dell’e-commerce all’interno del negozio fisico. Un esempio? Consente di registrare i prodotti che il cliente porta in camerino e non compera, come nel carrello e-commerce: Nel negozio non si tratter di un problema estetico n di prezzo: probabilmente il capo non veste bene.


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