Nazionale: alle spalle dei più grandi c’è già la nuova generazione


Una nuova meglio gioventù. Talentuosa, multiculturale, ribelle. E, chissà, forse di nuovo vincente. Lo sapremo fra poco: da maggio a luglio ci giochiamo tre Europei con Under 17, 19 e 21 e un Mondiale con la 20. Tutto in due mesi. Un esame collettivo che ci dirà quanto davvero valiamo, quanto realisticamente possiamo credere nella fine della lunga notte del nostro pallone. Esserci è però già un risultato, la prova che qualcosa si muove. Anche sotto, soprattutto sotto. L’en plein di qualificazioni è un messaggio forte e chiaro: stiamo tornando. Germania, Spagna, Francia, Inghilterra: dopo anni a spendere (meritatissimi) elogi per i modelli altrui, forse ora tocca di nuovo a noi. Molto dipenderà dall’esito dell’avventura dell’Under 21 di Di Biagio, alle prese con un Europeo da giocare in casa (16-30 giugno). Fra il ’92 e il 2004 abbiamo vinto 5 volte su 7. Torneranno quei tempi? Va detto che non siamo i favoriti ma a Bologna e Reggio Emilia, dove giocheremo le prime tre gare, l’entusiasmo sarà alle stelle. Il gruppo è tosto (Spagna, Belgio e Polonia) ma con Donnarumma, Mancini, Barella, Zaniolo, Chiesa e Kean nulla è precluso.

La Under 20 invece è alla terza qualificazione consecutiva al Mondiale: si gioca in Polonia dal 23 maggio al 15 giugno. Pessimo sorteggio: Ecuador campione in carica del Sub 20 sudamericano, Messico e Giappone. «Ma ora possiamo vincere contro tutti» assicura il c.t. Paolo Nicolato, che ha diversi giocatori in comune con la Under 19 guidata da Federico Guidi. Sono quelli nati dal 2000 in poi: Tonali, Pellegri, lo stesso Kean. Si è qualificata per l’Europeo in Armenia (14-27 luglio) battendo 2-0 la Serbia con doppietta di Roberto Piccoli, 2001, attaccante dell’Atalanta che si ispira a Suarez. Non ha ancora esordito con la prima squadra, ma è solo questione di tempo.

Infine i più giovani, gli Under 17, dei quali si parla benissimo. Parecchi, anche all’estero, sostengono sia il gruppo con maggiore qualità del nostro movimento. Il c.t. è Carmine Nunziata. Cammino impressionante, 6 successi su 6, 22 gol fatti e 1 subito, qualificazione all’Europeo in Irlanda (3-19 maggio) ottenuta con sconvolgente disinvoltura. Dopo la sconfitta in finale ai rigori contro l’Olanda di un anno fa, gli azzurrini stavolta vogliono arrivare in fondo. Un nome? Nicolò Cudrig, centravanti classe 2002 da Cividale del Friuli e una storia purtroppo già sentita: ha lasciato l’Udinese e ora gioca in Belgio, al Cercle Brugge. «Puntavano poco sui giovani italiani e allora sono andato via» si è sfogato qualche tempo fa. La prova che la fuga di talenti non è affatto conclusa. Resta invece una criticità ben lontana dalla soluzione. La rifioritura della meglio gioventù passa anche da lì.

27 marzo 2019 (modifica il 27 marzo 2019 | 22:10)

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