Napoli nella morsa del maltempo Cnr, abbattuti due alberi a rischio E a Santa Chiara crolla un arbusto –


Il pomeriggio che ha portato morte e devastazione in città è lontano, dolore e polemiche hanno preso il posto di paura e allarmi, eppure la città non s’è ancora ripresa dalle folate di lunedì che l’hanno devastata. Voragini lungo le strade, cartelloni pubblicitari e segnali stradali abbattuti, tronchi spezzati e rami divelti sono ancora ovunque, in tante strade di ogni quartiere, come se l’evento si fosse verificato da pochi minuti, senza nemmeno una previsione di intervento per cancellare il pericolo.
 

IL GIARDINO DELLA MORTE

I primi a mettersi al lavoro sono stati i dirigenti dell’Istituto Motori del Cnr: dall’area verde che circonda la struttura s’è abbattuto il pino che ha colpito a morte il povero Davide Natale. Da quel momento gli uffici della struttura sono un viavai di inquirenti e avvocati; l’istituto sta offrendo alla magistratura tutta la collaborazione possibile ma i vertici hanno anche deciso di cancellare la possibilità di altre tragedie. Ieri sono stati abbattuti altri due alberi che si trovavano in quell’area verde: erano stati considerati a forte rischio. Non ci sono stati dubbi, è partita con immediatezza la procedura per buttarli giù.

IL GIARDINO DELLA PAURA

Nella città tutta piena dei segni della grande tempesta c’è un luogo che è diventato il simbolo del disastro: è il giardinetto esterno alla chiesa di Santa Chiara dove un pino è crollato proprio di fianco all’area dove i turisti fanno la fila per andare a vedere le meraviglie del chiostro maiolicato. Quell’albero ha travolto la piccola recinzione di ferro e s’è adagiato giusto al margine della zona dove c’è l’area giochi per i bambini. Le persone in fila, molti stranieri, tanti da altre regioni d’Italia, restano attonite di fronte a quella scena di devastazione, scattano foto, commentano.

Quell’albero non è stato rimosso perché si sta ancora cercando di capire se rientra nel territorio di Santa Chiara (e quindi i costi sarebbero a carico dei monaci) oppure in quello del Comune che dovrebbe accollarsi l’onere della rimozione.

 


Venerdì 2 Novembre 2018, 09:01
© RIPRODUZIONE RISERVATA


https://www.youchannel.org/feed/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *