Napoli, nel pantano di Genova la rimonta di una squadra raffinata –


È stata dura, più per il campo allagato che per il Genoa ma il Napoli ce l’ha fatta grazie ai cambi di Ancelotti ed è ora a -3 dalla Juve attesa stasera dal Milan. 

È stata una partita di grande sofferenza fisica perché giocata su un campo quasi impraticabile, risolta dall’autorete di Biraschi negli ultimi minuti, con il Napoli che nella ripresa ha ribaltato lo svantaggio. Gli azzurri erano partiti bene attaccando con sei uomini nella metà campo del Genoa e sfiorando il vantaggio con Insigne (palo dopo 11’). Ma questa pressione forte è improvvisamente venuta meno, Allan e Hamsik hanno accusato un calo e i rossoblù si sono portati in vantaggio grazie alla sbandata di tre difensori azzurri: Koulibaly rinviava male il pallone, Mario Rui non andava a chiudere su Romulo e Hysaj perdeva il contatto con Kouamé, autore del gol che raddolciva un po’ la tifoseria genoana, scatenata contro il presidente Preziosi. Ancelotti aveva schierato quasi tutti i giocatori presentati nella super sfida contro il Psg, impensabile però che potessero accusare stanchezza fin dalle prime battute contro una squadra che dopo l’1-0 si è chiusa nella propria area a difendersi. E infatti la reazione sarebbe stata rabbiosa.

Il tecnico ha effettuato un doppio cambio nell’intervallo tirando fuori i polacchi Zielinski (ha oggettivamente fatto un passo indietro rispetto alle stagioni con Sarri: meno propositivo e meno efficace al tiro) e Milik, che era andato vicino alla rete del pareggio, negata da Radu. Arek non ha convinto nelle occasioni che gli ha concesso Ancelotti, da titolare o da subentrante, peraltro nei meccanismi offensivi è più a suo agio Mertens, che ha fatto il titolare per due anni. L’alluvione a inizio ripresa ha spinto l’arbitro a interrompere la partita: poco fortunata Dazn, che pubblicizza la vendita di ombrelli con il suo marchio, perché la “sua” finale della Coppa Libertadores Boca-River era stata rinviata a causa del nubifragio abbattutosi su Buenos Aires. Napoli e Genoa hanno faticato su questo terreno, però la mossa del doppio cambio di Ancelotti si è rivelata azzeccata: tacco di Mertens al limite per Fabian Ruiz, che piazzava il pallone con un forte tiro sul lato destro di Radu, tuffatosi – è il caso di dirlo, visto che l’area piccola era simile a una piscina – in ritardo.

La squadra, con quel Fabian Ruiz che ha le stimmate del leader, riprendeva il comando della partita, con raffinati calciatori che si trovavano a loro agio pure su quel campo che danneggiava ovviamente la tecnica. I rossoblù non riuscivano a varcare la metà campo tanto forte era la pressione degli avversari, a caccia della vittoria per restare nella scia della Juve. Ed arrivava con quel tocco di Biraschi sulla tagliente punizione di Mario Rui. Tre punti pesanti, meritati perché conquistati con grande fatica grazie al carattere e all’opportuna mossa compiuta da Ancelotti a metà partita, a quelle “riserve” d’oro come lo spagnolo e il belga. Il Napoli è mille risorse e, da vera grande squadra, sa andare oltre le difficoltà che può crearle una big in Champions o un’avversaria in lotta per la salvezza, come questo Genoa in cui sembra essersi spenta la luce di Piatek: ma davvero c’è chi vuole pagarlo 40 milioni?  Stasera occhi sulla sfida Milan-Juve. Arrabbiato per essere stato scaricato dopo l’acquisto di Cristiano Ronaldo, Higuain proverà a tendere una trappola alla Juve. Quanti napoletani avranno voglia di scordare il passato e di tifare per lui?

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