Napoli-Chievo 0-0, Ancelotti sereno: «Non perdo il sogno né il sonno»


L’ultima in classifica si è concessa il lusso di fare un favore alla prima e di accorciare la distanza tra il secondo e il terzo posto. È successo al San Paolo, dove il Napoli dopo 22 gare consecutive non ha fatto gol e il Chievo del «debuttante» Di Carlo ha guadagnato il suo punto d’oro. Un pareggio che può avere un peso specifico in ottica campionato: consente alla Juventus di scappare a più 8 e all’Inter di tenere il fiato sul collo alla squadra di Ancelotti.

«Non perdo il sogno, né il sonno»: Carletto non si presta al giro sulla giostra degli umori, lo scudetto era lontano prima e così resta oggi, e archivia la sfida del San Paolo come «un pareggio meritato, abbiamo concesso un tempo». In chiave Champions, il risultato può forse servire addirittura da lezione alla sua squadra che stavolta non ha spinto sull’acceleratore del ritmo e dell’intensità. La palla persa da Koulibaly sulla trequarti dopo trenta secondi dal fischio d’inizio e mal sfruttata da Pellissier era stata già il sintomo di una giornata che stava per mettersi male. Il Napoli ha giocato, il Chievo ha corso. E del resto questa era la parte del copione ampiamente prevedibile considerata la differenza tecnica. Ma la trama dello spettacolo a Fuorigrotta era stata scritta e dunque prevista dagli avversari, guerrieri per oltre cinquanta minuti e saggiamente difensivisti nella seconda parte.

Un punto che a Di Carlo dà fiducia e autostima («Abbiamo ritrovato il nostro spirito»), un pit stop che invece ad Ancelotti dice che è opportuno iniziare già a concentrarsi sulla Stella Rossa, con gli ottavi di Champions League che passano mercoledì dal San Paolo: «Il primo bilancio — insiste il tecnico — lo faremo alla fine del girone di andata, compreso l’eventuale passaggio del turno in Europa». Confermato il turnover, l’allenatore del Napoli lascia in panchina quattro degli abituali titolari. A centrocampo, il rientro di Diawara in mezzo, mentre a sinistra c’è Ounas. In difesa, Malcuit a destra e Hysaj a sinistra al posto di Mario Rui. Con la coppia dei piccoli Mertens e Insigne in attacco. Prevedibili entrambi, troppo piccoli anche per sfruttare i 19 calci d’angolo concessi dal Chievo nei novanta minuti. Di Carlo ha sistemato la squadra in modo da ridurre i danni, ma soprattutto portando il Napoli più ai cross dal fondo che alle verticalizzazioni. Puntando su due certezze, «anziane» e dunque affidabili: Sorrentino e Pellissier, ai quali ha affidato il mandato di non mollare mai.

Nella ripresa, soprattutto, questo input è servito eccome. Il Napoli con gli ingressi di Milik, Allan e Mario Rui ha messo in atto l’assedio. Certe partite però vengono scritte all’inizio e i pali di Insigne e Koulibaly o il rigore reclamato su Callejon sono stati sussulti per i cinquantamila sugli spalti (a proposito, il San Paolo è tornato a riempirsi), in campo invece occasioni sprecate per cambiare il corso di un pareggio che invece il Chievo ha ampiamente meritato. Ancelotti non ha perduto la serenità ed è già alla Champions. Per ora può sentirsi soddisfatto dell’opera di sensibilizzazione avviata contro i cori razzisti. «Le gare vanno sospese in certi casi», aveva detto. Incassando i placet di Gravina, Nicchi e Malagò. Una battaglia culturale che può anche valere di più dei due punti persi contro il Chievo.

25 novembre 2018 (modifica il 25 novembre 2018 | 21:26)

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