Mourinho: «Juventus super». Pogba: «Nessun rimpianto, scelta personale»


José Mourinho per la prima volta all’Allianz Stadium, nella «tana del nemico», di quella tifoseria che nella gara di andata all’Old Trafford insultò a più riprese il tecnico portoghese: «L’ultima partita è stata correttissima, disciplinarmente fantastica – ha spiegato il tecnico del Manchester in conferenza stampa allo Stadium di Torino alla vigilia del match di Champions League tra bianconeri e Red Devils -. Educazione prima e dopo la partita, la Juve ha fatto il suo lavoro, noi abbiamo fatto il nostro. E senza nessuna giustificazione i tifosi hanno avuto nel finale un comportamento che non è stato bello. Io sono arrivato alla conclusione che c’è solo una ragione per quello. E la ragione sono le tre dita (il riferimento è al triplete), nessuna ragione in più, perché il mio rapporto con la società è normale e corretto, il mio rapporto con Max è più che corretto, c’è anche amicizia, l’unico motivo sono ricordi negativi dei tempi in cui io sono stato in Italia». Pensando alla gara di domani, il Manchester United non dovrà commettere gli stessi errori dell’andata.

«La partita di calcio dura 90 minuti e specialmente quando l’avversario è forte dare un vantaggio di 20 minuti significa poi dover scalare una montagna. Quindi la cosa giusta da fare è salire su quella montagna, con la Juve non siamo stati abbastanza forti per farlo. Però parliamo della partita di domani, giochiamo contro una super squadra e se daremo troppo vantaggio sarà di nuovo troppo difficile». Secondo lo `Special One´ non dipenderà dalla gara di domani la qualificazione dello United agli ottavi: «Non è una partita cruciale, indipendentemente dal risultato le nostre prossime partite contro Young Boys e Valencia definiranno le nostre sorti, se arriveremo secondi o in Europa League. Domani non è da sottovalutare, vogliamo vincere e non dobbiamo perdere. Vogliamo giocarcela e rimanere in partita, credo sia un’esperienza positiva per la squadra giocare contro squadre al top. Però per quanto riguarda la Champions non importa quello che succede qui e a Valencia, perché avremo ancora due giornate importanti. Lotteremo per la qualificazione fino all’ultimo. Questa poi è una partita così importante che non voglio pensare al dopo».

Mourinho ha poi parlato del rapporto con Paul Pogba: «Una cosa è quello che dice la stampa, un’altra cosa quello che dice Paul e un’altra cosa quello che dico io. La stampa dice rapporto orribile, Paul qualche mese fa ha parlato di rapporto allenatore-giocatore, io dico un buon rapporto allenatore-giocatore. Qualche volta il rapporto allenatore giocatore non è buono, in questo caso il lo classifico come un buon rapporto allenatore giocatore». Proprio il francese era in conferenza stampa all’Allianz Stadium e sul tempo trascorso allo United ha spiegato: «Direi che è andato tutto bene. La prima stagione abbiamo vinto l’Europa League che era l’obiettivo principale, con il rientro in Champions League, e siamo arrivati anche in finale di FA Cup. Personalmente ritengo sia andato tutto bene e sia stato positivo. Quando sono arrivato ci si aspettava di più da tutti, penso siamo sulla strada giusta e si può sempre migliorare. Sono soddisfatto di quello che ho ottenuto e fatto in questi due anni». Sul rapporto con Mourinho, che l’ha escluso dal turn-over per la fascia da capitano, invece ha detto: «Sono ancora qui che gioco. Chi schierare lo decide l’allenatore, così come chi è il capitano. Questo per me non cambia nulla, io cerco di giocare, di dare il meglio per la squadra e per il club. Queste polemiche non mi toccano minimamente».

Nessun rimpianto sulla scelta di lasciare Torino per tornare a Manchester: «Scegliere di tornare al Manchester è stata una mia scelta personale. La Juve stava giocando la Champions e il Manchester l’Europa League. Io non avrei giocato comunque la Champions, ho fatto questa scelta e non ho rimpianti. Sono tornato per aiutare la squadra a tornare al top. Abbiamo molti obiettivi da raggiungere, ho solo fatto una scelta e non ho rimpianti. Sono contento di giocare qui e indossare questa maglia». Sull’arrivo di Ronaldo alla Juve, «Ho pensato che era una cosa bella per la mia ex squadra. Ovviamente avere un giocatore come Cristiano è sempre un bene. Poi giocare con grandi giocatori come Ronaldo, come Messi, come Neymar è sempre un piacere. Oggi è alla Juve, penso che è molto contento di essere qui e penso che è una grande cosa per la Juve avere un giocatore che ti fa gol come beve acqua». Nessuna parola sul futuro: «Sembro triste? Non mi sembra. Certo che sono felice di essere qui. Come ho già detto sono contento e felice di indossare questa maglia e sono stato felice di tornare qui. Voglio dimostrare quello che valgo e sono felice di essere qui».

6 novembre 2018 (modifica il 6 novembre 2018 | 20:14)

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