Motomondiale. Max Biaggi, una vita in piega: «Per tornare a vincere farò grande il mio team»


Max Biaggi e il Motomondiale non potevano stare lontani ancora a lungo. E cos, dopo due anni di apprendistato nei campionati italiani ed europei (Civ e Cev), ecco il grande, atteso salto: il Max Racing Team correr nel 2019 il Mondiale di Moto3. La moto la Ktm, il pilota il 19enne spagnolo Aron Canet (terzo nel 2017, 3 Gp vinti in carriera), il main sponsor la Sterilgarda che accompagna Max da 11 anni. Di quel che serve, insomma, non manca niente. Il valore aggiunto vuole darlo questo ragazzo di 47 anni al quale la moto continua a scorrere nel sangue come il primo giorno: Abbiamo fatto la gavetta e ora siamo approdati al top — racconta entusiasta dalla Malesia dove sta seguendo le gare —. La struttura collaudata e Canet un pilota di qualit.

E Max Biaggi che fara?
Io sono il team principal o, per dirla all’italiana, il proprietario. Con Peter Ottl (l’ex pilota dal quale Max ha rilevato il team, ndr) c’ un progetto serio: lui si occuper della parte operativa come team manager, io sar come il presidente di una squadra di calcio… Penso e spero che l’accoppiata vada avanti per un lungo periodo.

Fino alla MotoGp, un giorno?
Ora prematuro parlarne. Per ora mi basta la Moto3, una splendida palestra per giovani. Mi ricorda la mia 250….

Che proprietario Max Biaggi?
Bella domanda. Da atleta non capivo tanto le ragioni di propriet e sponsor, adesso ho realizzato che bisogna per forza mantenere autorevolezza, ruoli e gerarchie.

Come si cambia crescendo, vero?
Eh, un bel po’… Da pilota non avevo manager ed ero io a occuparmi del contratto: discutevo, chiedevo, esigevo. Ora che tratto io con i piloti ho capito che a volte tutto questo chiedere pu essere scambiato per arroganza, anche se non lo . Ho capito come mi percepiva all’epoca l’interlocutore, anche se poi, chiaro, un gioco delle parti.

Col rischio economico come la mettiamo?
Devi mettere tutto in prospettiva e pensare a come spalmare gli investimenti in 3-5 anni. Io mi sono sbilanciato per un lungo periodo: il mordi e fuggi non ha senso.

Si affianca ad altre esperienze di ex piloti che fondano un team: da Gresini ad Alzamora a, ovviamente, Rossi…
S ma parlare di sfida a Valentino non ha senso. Sarebbe assurdo pensare che uno faccia un team per sfidare il team dell’altro. I tempi della nostra rivalit, forse pi mediatica che effettiva, sono finiti.

Non le peser tornare alla vita sempre in viaggio di una volta?
In famiglia capiscono. il mio lavoro e la mia passione. E poi io mi ritengo molto bravo a tenere insieme i due elementi, sfruttando al massimo il tempo con i miei figli.

Entra in un Motomondiale ormai di altissimo livello tecnico e spettacolare.
Secondo me ormai tra il meglio dello sport mondiale, sullo stesso livello di Mondiali di calcio, Tour de France e Nba. La Dorna ha lavorato bene, questo sport in salute e ai suoi massimi storici.

Peccato poi che vinca sempre Marquez…
Peccato per noi italiani, ma lui merita tutto quello che ottiene. Per piano a parlare di record assoluti. Le cose possono cambiare. La Yamaha torner, Lorenzo in Honda una bella sfida, la Ducati resta fortissima. La storia insegna che ogni anno si riparte da zero.

E in moto Max quando torner?
Dopo l’incidente un anno e mezzo fa avevo detto che non ci sarei pi salito. Poi l’ho fatto in due esibizioni con la moto elettrica e con l’Aprilia al Mugello assieme a Capirossi e ho capito che il peggio alle spalle. Ora aspetto, perch in inverno i piloti vecchi vanno in letargo come gli orsi, ma a marzo torno. Solo per divertirmi per. Le gare serie solo da patron….

3 novembre 2018 (modifica il 3 novembre 2018 | 22:59)

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