MotoGp: Ducati vs. Honda, la sfida delle visioni del (moto)mondo


Qual il prezzo da pagare per un Dream Team? Ce lo racconteranno quest’anno i contradaioli dell’Honda, che ha deciso per il 2019 di impelagarsi in una delle avventure pi interessanti e complesse della storia delle moto. Marc Marquez e Jorge Lorenzo insieme sotto lo stesso cielo possono essere infatti un’accoppiata per la gloria o un’associazione (sportivamente) a delinquere: la linea sottile, e stare di qua oppure di l sar questione di millimetri, proprio come quando ci si sorpassa in curva a 200 all’ora e sai come comincia ma non come finir.

Mercoled, alla presentazione del team ufficiale Repsol Honda a Madrid, i due hanno recitato la parte convenuta con strette di mano, sorrisi e tutto quel genere di moine da palco cui non crede mai nessuno, men che meno stavolta: Ci potr essere qualche tensione — hanno detto concordi —, a questo livello normale. Ma siamo due persone adulte: non dovrebbero esserci problemi.

Qui il condizionale come il freno sulla moto: necessario. Perch 12 titoli mondiali e 138 vittorie in due sembrano un po’ troppi per pensare a un anno d’amore e d’accordo, senza contare le poco incoraggianti esperienze precedenti (Doohan-Criville in Hrc, Rossi-Lorenzo in Yamaha) e lo screzio Marc-Jorge ad Aragon 2018: Non diamo importanza a quell’episodio, dice Jorge. Ci siamo chiariti al telefono, chiosa Marc.

Un dato comunque chiaro: dove la Ducati, apparentemente la prima rivale di Tokyo per la corsa al titolo dopo i due secondi posti di Dovizioso dietro Marquez nel 2017 e 2018, ha scelto la via della squadra armonica con Dovi e Petrucci, la Honda ha deciso invece di procedere con i popolari due galli nel pollaio. Siamo come Senna e Prost — ammette Lorenzo —: un rapporto di amore/odio che ci spinger a migliorare.

Non detto ovviamente che un metodo sia preferibile all’altro: la collaborazione fra Dovizioso e Petrucci non per forza meglio della inimicizia fra Marquez e Lorenzo. In fondo — nota con ironia il leggendario Mick Doohan — mica devono sposarsi…. Resta la differenza evidente di approccio: se i ducatisti addirittura hanno gi preso ad allenarsi assieme, i due hondisti sanno gi che dovranno sopportarsi a vicenda. Se ci daremo degli aiuti sar senza volerlo — sorride Marquez — perch abbiamo lo stesso materiale. Insomma, pi che negare che qualcosa accadr, i due sembrano prepararsi gi a gestire al meglio gli inevitabili screzi: Gli avversari sperano che litigheremo — ha ironizzato Lorenzo —. L’unico modo per evitarlo essere veloci.

Per lui in partenza sar pi dura perch luned si operato allo scafoide della mano sinistra dopo un incidente in allenamento e dovr saltare i test del 6-8 febbraio in Malesia: rientrer solo per quelli del 23-25 febbraio in Qatar, appena 15 giorni prima dell’esordio mondiale. Un brutto handicap nei confronti di un compagno gi fenomeno di suo: Mi sembra di essere tornato al primo anno in Yamaha con Rossi — sospira Lorenzo —: so che dovr essere umile, sapendo che ora come ora lui mi batterebbe. Ineccepibile. Anche per questo Marquez, al primo anno con un partner forte come lui dopo la comoda era Pedrosa, incrocia le dita e sintetizza ci che alla fine pensano tutti: Ci chiamano Dream Team, ma se non vinceremo sar solo un fallimento. In realt, lo sar soprattutto se vincer l’altro. Ma questo non un problema della Honda.

24 gennaio 2019 (modifica il 24 gennaio 2019 | 09:08)

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